Massimiliano Manganelli: Romanzo fai da te
Massimiliano Manganelli
Romanzo fai da te
la proprietaria del negozio di scarpe, il bengalese, Silvia, un volpino, il ragazzo con la barba, il vombato, un bicchiere di vino rosso, il cinquantenne della porta accanto, la donna con i pantaloni di lino, l’elettricista che fischietta sempre, la dama di compagnia, tre gatti, cinque neoconservatori, il barista, la squadra femminile di pallavolo, il soldato di Napoleone, il pensionato appena tornato dalla crociera, undici persone, le formiche sul tavolo, il bambino con i capelli rossi, la donna con gli occhiali da sole, il peluche, due asini, Preobraženskij, don Emanuele, il vicino invadente, io, l’ultimo in ordine di apparizione, il camionista veneto, Marianna
collezionando, soffiava, è giallo, hanno corso, sputa, aggrediranno, abbiamo scelto, lecchi, sbagliaste, parteggiando, incoraggiassi, dissero, scopano, hanno realizzato, sognai, reciso, ho filmato, navigammo, ansimavi, ottenere, scendeva, scandire, diventeranno splendidi, sbagliavi, percosso, ritieni, gongolante, mordicchiava, sgocciolare, avrebbero spinto,
l’impianto idraulico, il binario 3 della stazione di Porta Susa, il terrapieno, piazza dei Mirti, il ristorante di Barcellona, tre scogli davanti alla spiaggia, la seconda corsia a sinistra, l’uscita della tangenziale, il letto di Carlo, una Fiat Panda bianca, le mutande bagnate, il Monte Cucco, una pericardite acuta, le altalene arrugginite, la biblioteca comunale, lo specchio appannato del bagno, il sito istituzionale, il permesso di soggiorno, la lampada di design, i capelli di Annabella, l’angolo acuto, in tempo reale, sopra il materassino, alle 9 del mattino, una sensazione di ribrezzo, di un verde sbiadito, davanti all’ingresso, nei dintorni del cimitero, il rumore della pioggia, con il display rotto

Samuele Maffei: nuovi testi da Teorema del cerchio e altri teoremi
Samuele Maffei
da Teorema del cerchio e altri teoremi
infiniti cosmi si aprono
lo stelo soggiace alle perturbazioni
in alfanumeriche schiere andiamo
dentro il cosmo
infinito alfanumerico perturbato
da schiere di steli andanti
nell’alfanumerico
*
il primato delle concupiscenze
ci viene restituito
abitiamo nel finimento dell’unghia
i roghi di teosofia non appassiscono
sono le candele di bianca ceramica
a consumarci le respirazioni
le candele nelle concupiscenze dell’unghia
la bianca teosofia dei consumi
restituisce agli abitanti delle respirazioni
venuti appassiti dai roghi
il primato del finimento
*
non tolleriamo altre mutazioni
le posizioni del segnaposto variano
all’idea della fermezza
desideriamo il congelamento dei batteri
l’abbattimento delle carni
tutto ci è concesso
le posizioni variate si fermano
all’idea delle mutazioni
dal desiderio dei batteri
nella tolleranza del posto
ci concedono altre carni
abbattiamo i segni
congeliamo tutto
*
ecco la mandorla
le trivelle raggiungono l’evidenza
le fibre entrano nelle fibre
il taglio che interrompe la cronologia
finisce per diventare una trasformazione
il tavolo su cui sediamo circoscrive uno spazio sociale
l’anfora si beve dal sangue
beviamo
il sangue si trasforma in cronologia
le fibre diventano il tavolo
le trivelle entrano nel taglio della mandorla
lo spazio interrompe l’anfora
seduti sulle fibre raggiungiamo il sociale
l’evidenza finisce

Quattro inediti di Michele Zaffarano
Michele Zaffarano
Quattro testi da L’eloquenza naturale
Ci sentiamo stimolati, motivati, dobbiamo fare, c’è il ruolo, le cose da fare, facciamo le cose da fare ogni giorno, le responsabilità, facciamo il peso delle decisioni, ogni giorno, le cose da fare, dobbiamo fare, non ci dimentichiamo il problema, affrontiamo il problema, dobbiamo affrontare tutti il problema, ancora una volta.
*
Facciamo festa a chi va via, chi parte, finisce le cose da fare, porta a termine il percorso, poi sono tutti tristi, sono commossi, sono emozionati, il giorno non arriva mai, non lo viviamo mai, noi ci pensiamo, è un momento lontano, prima o poi arriva, arriva il giorno, non ce ne rendiamo conto, è triste, quanto è difficile, non ce lo aspettiamo, è doloroso.
*
Adesso è cambiato tutto, il mondo è diverso, un mondo diverso, non esiste più, è scomparso, siamo consapevoli, ci adattiamo, ci possiamo organizzare, le cose però, le persone si aspettano, le pensiamo, se l’aspettano tutti, tutti quanti ci aspettiamo, arriva la fine, la fine delle cose, c’è qualcosa di speciale dopo, l’unico, qualcosa di irripetibile, non si dimentica, tutti vogliono vivere, vedere, tutti vogliono fare le cose da fare.
*
Le cose da fare le fanno, le vedono, qualcosa possono sempre fare, lo sanno, lo sentono, hanno un contributo da dare, si sentono utili, tutti importanti, hanno qualcosa da offrire, la loro parte, il loro ruolo, non li dobbiamo sfruttare, troppe cose, non è giusto, poi aiutano, danno una mano, il contributo, non li dobbiamo sfruttare, caricare, le responsabilità, non lo sopportano.

Due inediti di Massimiliano Cappello
Massimiliano Cappello
Due acacie
Consultazioni
Quasi fossero ministri senza portafogli (persi, forse, come gol
dell’Udinese contro il Panathinaikos), i Tre Porcellini hanno
schedulato la ripresa dei lavori del governo-ombra interrotti
dalle recenti mobilitazioni per la P*les+ina al discopub fronte
commissariato in via Tabacchi. Soluzione più che logica, anche
considerando le lucciole attaccate alla cosa nero-bluastra che si
scorge tra un’acacia e l’altra. Dopo un promemoria sulle cautelari
che impedirebbero (ma manzonianamente) a più di una persona
di essere fisicamente lì, lasciamo stare insieme, si è discusso di
vittorie tattiche dell’imperialismo come piattaforma reale
al prossimo urto della classe, anche se il vero punto all’odg
verteva sulla solidarietà a venire, così spesso trascurata
dagli insigni atleti della locuzione, tutti ancora belli al caldo
dentro al mito come fecalomi lungo l’intestino crasso della storia.
Il gruppo riunito attorno alla chat Messianesimo rossonero
ha steso il report “San Siro o della nave Argo”, il primo dei due
spot pubblicitari da sorbirsi prima di guardare gli highlights
(finanziato da: Izrahelly Government Advertising Society) dice che
se siamo scesi in piazza abbiamo sostenuto il brand “H4m4s”
il capitale ha un modo di mimare la realtà che è quasi tenero
anche se per gli scontri alla Dacia Arena c’è chi sta ai domiciliari
da due mesi. Da Plutarco a Mesa è noto che San Siro non è più
San Siro, almeno stando alla vexata quaestio sulla crescita, su
questo che non è più questo. Eppure, nei Fenomeni di Arato
la costellazione di Argo Navis sembra benedire i grigi pascoli
di via Capecelatro e i suoi devoti con gli schnapps nello
stivale… Visti dal di fuori, in ogni caso, sembrano soltanto tre
allupati che, come Caproni o Alan Tonetti, non ne trovano più
traccia.
* * *
Nael
Non vorrei nasconderti nulla nemmeno di questo debito
è il caso di parlare ancora anche se non si può davvero
infondere il poco che ci rimane nei giorni che mancano
a chiunque basterebbe volerlo persino non sapendo come
estinguerlo si può forse per sempre o almeno per lungo tempo
è esistito un modo di starsi di fronte che non abbandona mai
la netta sensazione che sia inabitabile come dovunque
non sarebbe poi così credibile se fosse meno facile confondersi
nelle acque ormai da sempre tossiche nella realtà del mare
nel gruppo di giovani in mascherina che devasta Marsiglia
un pomeriggio di fine giugno senza fiato per gli scontri
non eravamo preparati che morisse uno durante le vacanze
per certe cause legate al lavoro mi sembrava intollerabile
l’estraneità da tutte le situazioni del mondo ci rendeva lucidi
gli occhi per fortuna non si abituano mai a certe meraviglie
pensavo è tremendo arrivare a sognare di aver perso tutto
è il contrario di ciò che vorrebbero loro, poiché sono dei loro
grazie a questa confusione ritornavo brevemente nella vita
procedevo a compiere le consuete azioni per riprendermi
questa cosa che non poteva essermi tolta e sentivo mancare
soprattutto in chi la cercava meglio che poteva tra le fiamme.
Ma subito ero di nuovo di fronte all’ineluttabilità delle acacie
le vere figure di questa suburbanizzazione dell’anima
imboccando i viali dei sovrasensi mi rimordevo senza fine
l’ecatombe dei prestiti la mia pochezza di immaginazione

Due testi inediti di Mario Corticelli
Mario Corticelli
Due testi
(tigre)
dato che, com’è palese, la tigre – il corpo della tigre nella consona & caratteristica forma a tigre – cioè di tigre – è un cilindro formato da biscotti – cfr. dal vero – alternativamente neri e gialli, ecco la tigre non mangia biscotti – verifica, compara. infatti la tigre si nutre di carne e non di biscotti (vero). infatti la tigre si nutre di carne umana (vero), dato che l’uomo ha inventato il biscotto (uno). dato che, diversamente avviene per il cane (dato). è vero. esso non ha inventato il biscotto (cane) nè è il suo migliore amico, cioè cotto due volte. o biscotto, o biscotto, dato che la tigre. quando la tigre si scompone – osserva, verifica, distingui –, biscotti rotolano a destra e manca (è un dato) (tigre). che viceversa ama i biscotti (il cane). dati (si scompone): di un cane non puoi dire: è una tigre. dati (altri, tigre): di una tigre non puoi dire: è fatta di biscotti. dati (altri, e): quante tigri si scompongono in giardino! esso è diffuso di biscotti (uno?). altri dati (giardino, bis): di un giardino puoi forse affermare (no!): il bosco è più avanti? manca un corpo a quella doppia testa, o un’altra testa a quel doppio corpo (tigre, cane, uomo, tre). ne viene (uomo): biscotti, bisonti, dati (biscotti, bis, infatti). osserviamo spesso con appetito i bisonti cioè i biscotti. essi son fatti di budino. mica le tigri – osserva, verifica, riponi.
* * *
c’è un numero di animali selvatici di oggetti selvatici es. una pietra nel muro a forma di oggetto cioè comune pardon a forma di animale pardon a forma di quale cioè non so. però selvatico. è così che poi fuggono posati sopra i mobili cioè il comò. poi appare ai margini del tuo giardino non distante dal getto del tuo annaffiare. sembrano tre civette. che cosa sono? chi? uno? identìficati si ingiunge. ma tale processo richiede rinuncia e dolore quand’ecco che l’unica rinuncia a cui ci si accosta contenti è la rinuncia al dolore quand’ecco che l’unico dolore a cui ci si accosta volenti è la rinuncia al dolore parimenti. e in questo ecco vi è identità cioè identifica o qualcosa di simile se proprio non uguale (cioè identico, stesso, combacia). in realtà non bisogna temere l’indistiguibile e nemmeno l’indistinto signore che poi esso diverrà col crescendo. si tratta spesso di pitture effimere che la pioggia lava via. la pioggia è un processo che è privo di rinuncia e dolore tuttavia vi è spesso malinconia che accompagna la pioggia e pitture che dilavano via. esse imbibita la terra tingeranno le foglie gli steli i fiori le piante cioè il prato cioè il giardino. l’indistinto signore ora lavato cioè sottratto all’effimero tinto non potrà più confondersi al giardino in quanto cacciato in una sorta di esilio in più specifiche e appropriate cioè consone indistinzioni cioè adulti. è ora il giardino cioè i fiori a essere cacciato nell’effimero tinto cioè invece ora teme la pioggia. essi stanno liberamente là fuori.

Due testi inediti di Luca Zanini
Luca Zanini
Olografie.
-ad libitum
¹sembra di vedere spesso] deforma tenuto bene a parte] una macchia gente di ogni tipo [la parte la] temperatura è un intervallo escono il cinema [la sera vanno al cinema tutto] per l’intero spessore a caìno interventi un paesaggio] [idroelettrico ²l’aromatico un cattolico [serve] lo stato oppure l’impresario buca i ghiacci overlander trova a mucchietti spiriformi filtri màlboro una] partita [chiuso per un periodo coprono] di antigelo anni [di congedo la] cava non regge il decreto fanno] le firme-fiume tamponi ³ottieni un bollino la giuda ai fanghi bollenti praticano il] parcheggio massima [allerta la casa natale lunedì [mercoledì] sabato o un truck per lunghi periodi acquisti [bidoni coulomb dov’è l’inganno gira [l’assegno portano] le prove uno di Pechino [disintegrata si appoggia ha [una versione il purificatore] è gratis sembra di vedere¹ mediante] l’interferenza [tenuta] file² di file³
* * *
FRB.
-ipoteca stagionale
1.
-nutrimenti estivi, vestiboli le] casematte degli acconciatori al centro dei mirini iposodici del centrino fatto con gli scarti pezzuole dei garibaldini scatti duplex l’inquilino insonne il marcapiano prepararsi] gli inquilini adunanze zoppicando oppure formano il punteggio del paesaggio unesco unitronic comandano ancora fanno] belve di cartapesta
2.
gli occhi di un occidentale” l’incidenza le] cameriere ai piani attese legali con profumi stock la situazione o sfugge ovunque] mancanze -danno acqua galvanica movimentazione carri sostituiti da ganasse ferri chiudono il] crew o la controfigura salva i presidenti la centrifuga del] tempo impostato cinque-sei tacche lasciano dimore non conformi all’acustica campi di spettro marcetta magnetica mostri con l’etichetta -mostro [il quaderno ha perso le righe l’occidente in modo da non alterare la marcia il movimento a] tourbillion lo] scappamento-otto tacche
3.
lampo radio veloce -conifere fuori] forma faggi disfatti farsi in falde grumelli di ciocchi come acetilene che esplora in una sperdutissima cartella di lavoro a scatti a] carcassa in alluminio superficiale electric ladyland le] stelle implosive vaso rotto telecamere osmotiche l’erogazione marcano confini pesti chioschi collassi partime il] patriarca arcaico o tribale o generico o si] commuove liberare libellule dalle scatole dei cerini fast radio burst
4.
o] help Diabolik nei link fase a fasce protette lirismi cartocciati in modo da non alterare la colorazione dei pulcini con] punte di slancio due mosse tre mosse poi mosse retiniche-scorze una [scelta mettendo il puntatore in modo distopico-o del potenziale atomico della bobina di riserva mentre cuce o] tinge di giallo

Riccardo Boglione, Punto final (monopoema #5)
- Robert Musil, Der Mann ohne Eigenschaften, bd 2, Rowohlt Verlag, Berlin, 1933, p. 606.
- Juan Carlos Onetti, El pozo, Ediciones Signo, Montevideo, 1939, p. 99.
- Carla Vasio, L’orizzonte, Feltrinelli, Milano, 1966, p. 123.
- Vanessa Place, Tragodía 1. Statement of Facts, Blanc Press, Los Angeles, 2011, p. 427.
Tre testi inediti di Andrea Piccinelli
Andrea Piccinelli
Tre testi inediti da una sequenza
Un oggetto che rimpicciolisce e poco a poco scompare, si perde in un bicchiere d’acqua, un liquido incolore e insapore, insipido, scialbo, privo di carattere, la forma dei segni di una scrittura, la rappresentazione visiva delle espressioni linguistiche, che riguardano la lingua, un organo situato nella cavità orale, relativo alla bocca, un’apertura, l’accenno a una proposta di trattativa, la fase preliminare di un accordo, un patto fra imprese, le rappresentazioni simboliche di una linea di condotta, una tubazione cilindrica di cemento armato, acciaio o ghisa, il vigile urbano, dell’Urbe, di Roma antica, di un’epoca passata da gran tempo, una successione più o meno ampia di istanti, di momenti molto brevi, che non durano molto, una quantità notevole, rilevante, di tutto rispetto, l’esecuzione fedele e attenta di un ordine, la disposizione dei pezzi sulla scacchiera, un disegno formato da quadrati o losanghe di colori diversi, volti in un’altra direzione, il compito di dirigere, di sovrintendere, di guidare, condurre lungo un percorso, il processo di graduale trasformazione, il cambiamento dell’aspetto, il modo con cui una persona si presenta, appare alla vista, l’atto di vedere, il prendere atto di una situazione, la posizione del tronco rispetto alle gambe
*
Quello che è certo, di cui non si può dubitare, diffidare, invitare qualcuno ad astenersi da un determinato comportamento, il modo di condursi rispetto a decisioni da prendere, afferrare con le mani, gli organi prensili collegati tramite i polsi agli arti superiori, situati in posizione più alta, sviluppata in altezza, un segmento caratteristico di alcune forme geometriche, della geometria, lo studio dello spazio e delle figure spaziali, incredibili, straordinarie, che escono dal comune, che non ha nulla di singolare, unico nel proprio genere, il carattere maschile o femminile dell’individuo, indiviso, che non si può dividere, scomporre in parti, le frazioni dell’intero, il totale, il risultato dell’addizione di due o più numeri relativi, che si riferiscono a una certa circostanza, un luogo vicino, che si trova a breve distanza, la lunghezza del percorso fra due luoghi, due spazi circoscritti, limitati, ristretti entro certi limiti, le linee divisorie, che servono a dividere, a fare più parti di un tutto
*
Niente di più di quello che sono, terza persona plurale del tempo presente indicativo del verbo essere, ciò che è esistente, che è in vita, lo spazio temporale compreso tra la nascita e la morte, la cessazione irreversibile delle funzioni vitali in un organismo vivente, chi vive, terza persona singolare del tempo presente indicativo del verbo vivere, il fatto di vivere, il perdurare, durare ancora, un’altra volta, l’azione di tornare indietro, in posizione arretrata, sottosviluppata, di area geografica che presenta condizioni economiche e sociali di profonda arretratezza, stato di scarso sviluppo culturale e civile, dei cittadini, gli abitanti di una città, un insediamento umano esteso e stabile che si differenzia da un paese per dimensione e importanza, l’avere qualche rilievo e meritare interesse, l’amministrazione dei propri beni, ciò che è ritenuto atto a soddisfare un bisogno, la mancanza di qualcosa di indispensabile o utile, che può servire, fare la persona di servizio, il rapporto di soggezione o sudditanza, la condizione di dipendenza, l’essere dipendente, che è soggetto o subordinato ad altri, la gente, l’umanità, la condizione umana, conforme alla natura dell’uomo
Le tre prose precedenti della sequenza erano state ospitate su ELR a questo indirizzo:
https://strange.cool/tre-inediti-di-andrea-piccinelli/

Alessandro De Francesco risponde a 4 domande su/per Esiste la ricerca 2025
Come in occasione di uno dei due incontri milanesi del 2023, anche stavolta una microintervista composta da 4 domande fisse viene proposta a diversi interlocutori del (o partecipanti al) quinto momento, 2025, di Esiste la ricerca, dedicato al tema delle comunità e dei progetti letterari.
È lasciata la massima libertà nel rispondere (o non rispondere) via mp3, ma è richiesta una serie di condizioni in linea con la natura estemporanea di ELR: i vocali non devono essere ‘preparati’, né letti, né (poi) editati, né in sostanza pensati come elementi di un’esposizione calligrafica / accademica, bensì pronunciati al microfono e registrati così come nascono.
Alle 4 domande che seguono risponde in voce Alessandro De Francesco:
- Quella della ricerca letteraria e delle scritture complesse può essere definita dal termine “comunità”? In che senso?
- Gli aspetti formali delle scritture di ricerca, della postpoesia, della prosa in prosa e delle opere transgeneriche determinano dei confini ossia perimetrano una cittadella coi suoi muri e porte aperte e divieti; o si tratta piuttosto di una struttura reticolare, dai bordi sfumati – a volte rigidi a volte permeabili?
- In che senso la tua esperienza personale si inserisce nell’area della ricerca letteraria?
- Hai creato delle comunità (siti, spazi fisici, gruppi social, ensemble di amici, redazioni cartacee) o vi hai preso parte? Come sono fatte? Qual è la loro storia e struttura?

Silvia Molesini risponde a 4 domande su/per Esiste la ricerca 2025
Come in occasione di uno dei due incontri milanesi del 2023, anche stavolta una microintervista composta da 4 domande fisse viene proposta a diversi interlocutori del (o partecipanti al) quinto momento, 2025, di Esiste la ricerca, dedicato al tema delle comunità e dei progetti letterari.
È lasciata la massima libertà nel rispondere (o non rispondere) via mp3, ma è richiesta una serie di condizioni in linea con la natura estemporanea di ELR: i vocali non devono essere ‘preparati’, né letti, né (poi) editati, né in sostanza pensati come elementi di un’esposizione calligrafica / accademica, bensì pronunciati al microfono e registrati così come nascono.
Alle 4 domande che seguono risponde in voce Silvia Molesini:
-
Quella della ricerca letteraria e delle scritture complesse può essere definita dal termine “comunità”? In che senso?
-
Gli aspetti formali delle scritture di ricerca, della postpoesia, della prosa in prosa e delle opere transgeneriche determinano dei confini ossia perimetrano una cittadella coi suoi muri e porte aperte e divieti; o si tratta piuttosto di una struttura reticolare, dai bordi sfumati – a volte rigidi a volte permeabili?
-
In che senso la tua esperienza personale si inserisce nell’area della ricerca letteraria?
-
Hai creato delle comunità (siti, spazi fisici, gruppi social, ensemble di amici, redazioni cartacee) o vi hai preso parte? Come sono fatte? Qual è la loro storia e struttura?










