Massimiliano Manganelli: Romanzo fai da te

In Esiste la ricerca17 Marzo 20262 Minuti

Testi

Massimiliano Manganelli

Romanzo fai da te

 

la proprietaria del negozio di scarpe,  il bengalese,  Silvia,  un volpino,  il ragazzo con la barba,  il vombato,  un bicchiere di vino rosso,  il cinquantenne della porta accanto,  la donna con i pantaloni di lino,  l’elettricista che fischietta sempre,  la dama di compagnia,  tre gatti,  cinque neoconservatori,  il barista,  la squadra femminile di pallavolo,  il soldato di Napoleone,  il pensionato appena tornato dalla crociera,  undici persone,  le formiche sul tavolo,  il bambino con i capelli rossi,  la donna con gli occhiali da sole,  il peluche,  due asini,  Preobraženskij,  don Emanuele,  il vicino invadente,  io,  l’ultimo in ordine di apparizione,  il camionista veneto,  Marianna

collezionando, soffiava, è giallo, hanno corso, sputa, aggrediranno, abbiamo scelto, lecchi, sbagliaste, parteggiando, incoraggiassi, dissero, scopano, hanno realizzato, sognai, reciso, ho filmato, navigammo, ansimavi, ottenere, scendeva, scandire, diventeranno splendidi, sbagliavi, percosso, ritieni, gongolante, mordicchiava, sgocciolare, avrebbero spinto,

l’impianto idraulico, il binario 3 della stazione di Porta Susa, il terrapieno, piazza dei Mirti, il ristorante di Barcellona, tre scogli davanti alla spiaggia, la seconda corsia a sinistra, l’uscita della tangenziale, il letto di Carlo, una Fiat Panda bianca, le mutande bagnate, il Monte Cucco, una pericardite acuta, le altalene arrugginite, la biblioteca comunale, lo specchio appannato del bagno, il sito istituzionale, il permesso di soggiorno, la lampada di design, i capelli di Annabella, l’angolo acuto, in tempo reale, sopra il materassino, alle 9 del mattino, una sensazione di ribrezzo, di un verde sbiadito, davanti all’ingresso, nei dintorni del cimitero, il rumore della pioggia, con il display rotto


Samuele Maffei: nuovi testi da Teorema del cerchio e altri teoremi

In Esiste la ricerca3 Marzo 20261 Minuti

Testi

Samuele Maffei

da Teorema del cerchio e altri teoremi

 

infiniti cosmi si aprono
lo stelo soggiace alle perturbazioni
in alfanumeriche schiere andiamo
dentro il cosmo
infinito alfanumerico perturbato
da schiere di steli andanti
nell’alfanumerico

 

*

 

il primato delle concupiscenze
ci viene restituito
abitiamo nel finimento dell’unghia
i roghi di teosofia non appassiscono
sono le candele di bianca ceramica
a consumarci le respirazioni
le candele nelle concupiscenze dell’unghia
la bianca teosofia dei consumi
restituisce agli abitanti delle respirazioni
venuti appassiti dai roghi
il primato del finimento

 

*

 

non tolleriamo altre mutazioni
le posizioni del segnaposto variano
all’idea della fermezza
desideriamo il congelamento dei batteri
l’abbattimento delle carni
tutto ci è concesso
le posizioni variate si fermano
all’idea delle mutazioni
dal desiderio dei batteri
nella tolleranza del posto
ci concedono altre carni
abbattiamo i segni
congeliamo tutto

 

*

 

ecco la mandorla
le trivelle raggiungono l’evidenza
le fibre entrano nelle fibre
il taglio che interrompe la cronologia
finisce per diventare una trasformazione
il tavolo su cui sediamo circoscrive uno spazio sociale
l’anfora si beve dal sangue
beviamo
il sangue si trasforma in cronologia
le fibre diventano il tavolo
le trivelle entrano nel taglio della mandorla
lo spazio interrompe l’anfora
seduti sulle fibre raggiungiamo il sociale
l’evidenza finisce


Quattro inediti di Michele Zaffarano

In Esiste la ricerca23 Febbraio 20262 Minuti

Testi

Michele Zaffarano

Quattro testi da L’eloquenza naturale

 

Ci sentiamo stimolati, motivati, dobbiamo fare, c’è il ruolo, le cose da fare, facciamo le cose da fare ogni giorno, le responsabilità, facciamo il peso delle decisioni, ogni giorno, le cose da fare, dobbiamo fare, non ci dimentichiamo il problema, affrontiamo il problema, dobbiamo affrontare tutti il problema, ancora una volta.

 

*

 

Facciamo festa a chi va via, chi parte, finisce le cose da fare, porta a termine il percorso, poi sono tutti tristi, sono commossi, sono emozionati, il giorno non arriva mai, non lo viviamo mai, noi ci pensiamo, è un momento lontano, prima o poi arriva, arriva il giorno, non ce ne rendiamo conto, è triste, quanto è difficile, non ce lo aspettiamo, è doloroso.

 

*

 

Adesso è cambiato tutto, il mondo è diverso, un mondo diverso, non esiste più, è scomparso, siamo consapevoli, ci adattiamo, ci possiamo organizzare, le cose però, le persone si aspettano, le pensiamo, se l’aspettano tutti, tutti quanti ci aspettiamo, arriva la fine, la fine delle cose, c’è qualcosa di speciale dopo, l’unico, qualcosa di irripetibile, non si dimentica, tutti vogliono vivere, vedere, tutti vogliono fare le cose da fare.

 

*

 

Le cose da fare le fanno, le vedono, qualcosa possono sempre fare, lo sanno, lo sentono, hanno un contributo da dare, si sentono utili, tutti importanti, hanno qualcosa da offrire, la loro parte, il loro ruolo, non li dobbiamo sfruttare, troppe cose, non è giusto, poi aiutano, danno una mano, il contributo, non li dobbiamo sfruttare, caricare, le responsabilità, non lo sopportano.


Due inediti di Massimiliano Cappello

In Esiste la ricerca9 Febbraio 20264 Minuti

Testi

Massimiliano Cappello

Due acacie

 

Consultazioni

Quasi fossero ministri senza portafogli (persi, forse, come gol
dell’Udinese contro il Panathinaikos), i Tre Porcellini hanno
schedulato la ripresa dei lavori del governo-ombra interrotti
dalle recenti mobilitazioni per la P*les+ina al discopub fronte
commissariato in via Tabacchi. Soluzione più che logica, anche
considerando le lucciole attaccate alla cosa nero-bluastra che si
scorge tra un’acacia e l’altra. Dopo un promemoria sulle cautelari
che impedirebbero (ma manzonianamente) a più di una persona
di essere fisicamente lì, lasciamo stare insieme, si è discusso di
vittorie tattiche dell’imperialismo come piattaforma reale
al prossimo urto della classe, anche se il vero punto all’odg
verteva sulla solidarietà a venire, così spesso trascurata
dagli insigni atleti della locuzione, tutti ancora belli al caldo
dentro al mito come fecalomi lungo l’intestino crasso della storia.
Il gruppo riunito attorno alla chat Messianesimo rossonero
ha steso il report “San Siro o della nave Argo”, il primo dei due
spot pubblicitari da sorbirsi prima di guardare gli highlights
(finanziato da: Izrahelly Government Advertising Society) dice che
se siamo scesi in piazza abbiamo sostenuto il brand “H4m4s”
il capitale ha un modo di mimare la realtà che è quasi tenero
anche se per gli scontri alla Dacia Arena c’è chi sta ai domiciliari
da due mesi. Da Plutarco a Mesa è noto che San Siro non è più
San Siro, almeno stando alla vexata quaestio sulla crescita, su
questo che non è più questo. Eppure, nei Fenomeni di Arato
la costellazione di Argo Navis sembra benedire i grigi pascoli
di via Capecelatro e i suoi devoti con gli schnapps nello
stivale… Visti dal di fuori, in ogni caso, sembrano soltanto tre
allupati che, come Caproni o Alan Tonetti, non ne trovano più
traccia.

 

* * *

 

Nael

Non vorrei nasconderti nulla nemmeno di questo debito
è il caso di parlare ancora anche se non si può davvero
infondere il poco che ci rimane nei giorni che mancano
a chiunque basterebbe volerlo persino non sapendo come
estinguerlo si può forse per sempre o almeno per lungo tempo
è esistito un modo di starsi di fronte che non abbandona mai
la netta sensazione che sia inabitabile come dovunque
non sarebbe poi così credibile se fosse meno facile confondersi
nelle acque ormai da sempre tossiche nella realtà del mare
nel gruppo di giovani in mascherina che devasta Marsiglia
un pomeriggio di fine giugno senza fiato per gli scontri
non eravamo preparati che morisse uno durante le vacanze
per certe cause legate al lavoro mi sembrava intollerabile
l’estraneità da tutte le situazioni del mondo ci rendeva lucidi
gli occhi per fortuna non si abituano mai a certe meraviglie
pensavo è tremendo arrivare a sognare di aver perso tutto
è il contrario di ciò che vorrebbero loro, poiché sono dei loro
grazie a questa confusione ritornavo brevemente nella vita
procedevo a compiere le consuete azioni per riprendermi
questa cosa che non poteva essermi tolta e sentivo mancare
soprattutto in chi la cercava meglio che poteva tra le fiamme.
Ma subito ero di nuovo di fronte all’ineluttabilità delle acacie
le vere figure di questa suburbanizzazione dell’anima
imboccando i viali dei sovrasensi mi rimordevo senza fine
l’ecatombe dei prestiti la mia pochezza di immaginazione


Due testi inediti di Mario Corticelli

In Esiste la ricerca2 Febbraio 20264 Minuti

Testi

Mario Corticelli

Due testi

 

(tigre)

dato che, com’è palese, la tigre – il corpo della tigre nella consona & caratteristica forma a tigre – cioè di tigre – è un cilindro formato da biscotti – cfr. dal vero – alternativamente neri e gialli, ecco la tigre non mangia biscotti – verifica, compara. infatti la tigre si nutre di carne e non di biscotti (vero). infatti la tigre si nutre di carne umana (vero), dato che l’uomo ha inventato il biscotto (uno). dato che, diversamente avviene per il cane (dato). è vero. esso non ha inventato il biscotto (cane) nè è il suo migliore amico, cioè cotto due volte. o biscotto, o biscotto, dato che la tigre. quando la tigre si scompone – osserva, verifica, distingui –, biscotti rotolano a destra e manca (è un dato) (tigre). che viceversa ama i biscotti (il cane). dati (si scompone): di un cane non puoi dire: è una tigre. dati (altri, tigre): di una tigre non puoi dire: è fatta di biscotti. dati (altri, e): quante tigri si scompongono in giardino! esso è diffuso di biscotti (uno?). altri dati (giardino, bis): di un giardino puoi forse affermare (no!): il bosco è più avanti? manca un corpo a quella doppia testa, o un’altra testa a quel doppio corpo (tigre, cane, uomo, tre). ne viene (uomo): biscotti, bisonti, dati (biscotti, bis, infatti). osserviamo spesso con appetito i bisonti cioè i biscotti. essi son fatti di budino. mica le tigri – osserva, verifica, riponi.

 

* * *

 

c’è un numero di animali selvatici di oggetti selvatici es. una pietra nel muro a forma di oggetto cioè comune pardon a forma di animale pardon a forma di quale cioè non so. però selvatico. è così che poi fuggono posati sopra i mobili cioè il comò. poi appare ai margini del tuo giardino non distante dal getto del tuo annaffiare. sembrano tre civette. che cosa sono? chi? uno? identìficati si ingiunge. ma tale processo richiede rinuncia e dolore quand’ecco che l’unica rinuncia a cui ci si accosta contenti è la rinuncia al dolore quand’ecco che l’unico dolore a cui ci si accosta volenti è la rinuncia al dolore parimenti. e in questo ecco vi è identità cioè identifica o qualcosa di simile se proprio non uguale (cioè identico, stesso, combacia). in realtà non bisogna temere l’indistiguibile e nemmeno l’indistinto signore che poi esso diverrà col crescendo. si tratta spesso di pitture effimere che la pioggia lava via. la pioggia è un processo che è privo di rinuncia e dolore tuttavia vi è spesso malinconia che accompagna la pioggia e pitture che dilavano via. esse imbibita la terra tingeranno le foglie gli steli i fiori le piante cioè il prato cioè il giardino. l’indistinto signore ora lavato cioè sottratto all’effimero tinto non potrà più confondersi al giardino in quanto cacciato in una sorta di esilio in più specifiche e appropriate cioè consone indistinzioni cioè adulti. è ora il giardino cioè i fiori a essere cacciato nell’effimero tinto cioè invece ora teme la pioggia. essi stanno liberamente là fuori.


Due testi inediti di Luca Zanini

In Esiste la ricerca27 Gennaio 20262 Minuti

Testi

Luca Zanini

Olografie.

 

-ad libitum

¹sembra di vedere spesso] deforma tenuto bene a parte] una macchia gente di ogni tipo [la parte la] temperatura è un intervallo escono il cinema [la sera vanno al cinema tutto] per l’intero spessore a caìno interventi un paesaggio] [idroelettrico ²l’aromatico un cattolico [serve] lo stato oppure l’impresario buca i ghiacci overlander trova a mucchietti spiriformi filtri màlboro una] partita [chiuso per un periodo coprono] di antigelo anni [di congedo la] cava non regge il decreto fanno] le firme-fiume tamponi ³ottieni un bollino la giuda ai fanghi bollenti praticano il] parcheggio massima [allerta la casa natale lunedì [mercoledì] sabato o un truck per lunghi periodi acquisti [bidoni coulomb dov’è l’inganno gira [l’assegno portano] le prove uno di Pechino [disintegrata si appoggia ha [una versione il purificatore] è gratis sembra di vedere¹ mediante] l’interferenza [tenuta] file² di file³

 

 

* * *

 

FRB.

-ipoteca stagionale

 

 

1.
-nutrimenti estivi, vestiboli le] casematte degli acconciatori al centro dei mirini iposodici del centrino fatto con gli scarti pezzuole dei garibaldini scatti duplex l’inquilino insonne il marcapiano prepararsi] gli inquilini adunanze zoppicando oppure formano il punteggio del paesaggio unesco unitronic comandano ancora fanno] belve di cartapesta

 

2.
gli occhi di un occidentale” l’incidenza le] cameriere ai piani attese legali con profumi stock la situazione o sfugge ovunque] mancanze -danno acqua galvanica movimentazione carri sostituiti da ganasse ferri chiudono il] crew o la controfigura salva i presidenti la centrifuga del] tempo impostato cinque-sei tacche lasciano dimore non conformi all’acustica campi di spettro marcetta magnetica mostri con l’etichetta -mostro [il quaderno ha perso le righe l’occidente in modo da non alterare la marcia il movimento a] tourbillion lo] scappamento-otto tacche

 

3.
lampo radio veloce  -conifere fuori] forma faggi disfatti farsi in falde grumelli di ciocchi come acetilene che esplora in una sperdutissima cartella di lavoro a scatti a] carcassa in alluminio superficiale electric ladyland le] stelle implosive vaso rotto telecamere osmotiche l’erogazione marcano confini pesti chioschi collassi partime il] patriarca arcaico o tribale o generico o si] commuove liberare libellule dalle scatole dei cerini fast radio burst

 

4.
o] help Diabolik nei link fase a fasce protette lirismi cartocciati in modo da non alterare la colorazione dei pulcini con] punte di slancio due mosse tre mosse poi mosse retiniche-scorze una [scelta mettendo il puntatore in modo distopico-o del potenziale atomico della bobina di riserva mentre cuce o] tinge di giallo


Riccardo Boglione, Punto final (monopoema #5)

In Esiste la ricerca19 Gennaio 20261 Minuto

Testi


  1. Robert Musil, Der Mann ohne Eigenschaften, bd 2, Rowohlt Verlag, Berlin, 1933, p. 606.
  2. Juan Carlos Onetti, El pozo, Ediciones Signo, Montevideo, 1939, p. 99.
  3. Carla Vasio, L’orizzonte, Feltrinelli, Milano, 1966, p. 123.
  4. Vanessa Place, Tragodía 1. Statement of Facts, Blanc Press, Los Angeles, 2011, p. 427.


Tre testi inediti di Andrea Piccinelli

In Esiste la ricerca15 Dicembre 20254 Minuti

Testi

Andrea Piccinelli

Tre testi inediti da una sequenza

 

Un oggetto che rimpicciolisce e poco a poco scompare, si perde in un bicchiere d’acqua, un liquido incolore e insapore, insipido, scialbo, privo di carattere, la forma dei segni di una scrittura, la rappresentazione visiva delle espressioni linguistiche, che riguardano la lingua, un organo situato nella cavità orale, relativo alla bocca, un’apertura, l’accenno a una proposta di trattativa, la fase preliminare di un accordo, un patto fra imprese, le rappresentazioni simboliche di una linea di condotta, una tubazione cilindrica di cemento armato, acciaio o ghisa, il vigile urbano, dell’Urbe, di Roma antica, di un’epoca passata da gran tempo, una successione più o meno ampia di istanti, di momenti molto brevi, che non durano molto, una quantità notevole, rilevante, di tutto rispetto, l’esecuzione fedele e attenta di un ordine, la disposizione dei pezzi sulla scacchiera, un disegno formato da quadrati o losanghe di colori diversi, volti in un’altra direzione, il compito di dirigere, di sovrintendere, di guidare, condurre lungo un percorso, il processo di graduale trasformazione, il cambiamento dell’aspetto, il modo con cui una persona si presenta, appare alla vista, l’atto di vedere, il prendere atto di una situazione, la posizione del tronco rispetto alle gambe

 

 

*

 

 

Quello che è certo, di cui non si può dubitare, diffidare, invitare qualcuno ad astenersi da un determinato comportamento, il modo di condursi rispetto a decisioni da prendere, afferrare con le mani, gli organi prensili collegati tramite i polsi agli arti superiori, situati in posizione più alta, sviluppata in altezza, un segmento caratteristico di alcune forme geometriche, della geometria, lo studio dello spazio e delle figure spaziali, incredibili, straordinarie, che escono dal comune, che non ha nulla di singolare, unico nel proprio genere, il carattere maschile o femminile dell’individuo, indiviso, che non si può dividere, scomporre in parti, le frazioni dell’intero, il totale, il risultato dell’addizione di due o più numeri relativi, che si riferiscono a una certa circostanza, un luogo vicino, che si trova a breve distanza, la lunghezza del percorso fra due luoghi, due spazi circoscritti, limitati, ristretti entro certi limiti, le linee divisorie, che servono a dividere, a fare più parti di un tutto

 

 

*

 

 

Niente di più di quello che sono, terza persona plurale del tempo presente indicativo del verbo essere, ciò che è esistente, che è in vita, lo spazio temporale compreso tra la nascita e la morte, la cessazione irreversibile delle funzioni vitali in un organismo vivente, chi vive, terza persona singolare del tempo presente indicativo del verbo vivere, il fatto di vivere, il perdurare, durare ancora, un’altra volta, l’azione di tornare indietro, in posizione arretrata, sottosviluppata, di area geografica che presenta condizioni economiche e sociali di profonda arretratezza, stato di scarso sviluppo culturale e civile, dei cittadini, gli abitanti di una città, un insediamento umano esteso e stabile che si differenzia da un paese per dimensione e importanza, l’avere qualche rilievo e meritare interesse, l’amministrazione dei propri beni, ciò che è ritenuto atto a soddisfare un bisogno, la mancanza di qualcosa di indispensabile o utile, che può servire, fare la persona di servizio, il rapporto di soggezione o sudditanza, la condizione di dipendenza, l’essere dipendente, che è soggetto o subordinato ad altri, la gente, l’umanità, la condizione umana, conforme alla natura dell’uomo

 


Le tre prose precedenti della sequenza erano state ospitate su ELR a questo indirizzo:
https://strange.cool/tre-inediti-di-andrea-piccinelli/


Due inediti di Simone Beghi

In Esiste la ricerca15 Settembre 20252 Minuti

Testi

Simone Beghi

Due ricaptazioni

 

#2

[…] Chi fa il messaggio audio non è detto che si fa prima perché si fa prima. Cioè ad essere pigri, intendo. Come dicono tutti. Io l’umanità la metto nel messaggio audio. Metto l’umanità nell’orecchio. È passato del tempo. Volevo scriverti audio. Volevo metterci umanità.  È passato del tempo. Passava. Alla fine, non ti ho mandato niente. Dov’è l’umano che non mi era alieno? Dove? Oggi si trova in. Ti scrivo. Ti invito a farmi sapere. […]

 

 

#3

[…] Alla luce di questo non mi metto ad ascoltare chi se n’è andato perché adesso se n’è andato. Non mi metto a mangiare gusci perché mangiamo gusci. Cioè, se l’ostrica è aperta mangio, se socchiusa, va bene, il restante novanta percento, scusami, è cento meno dieci. Replica la cosa con musica, scrittura, elettrauto, politica interna. Contaminazioni che ricevi tu e tu soltanto e ti va detto grazie meno meno, dato e considerato il giusto riconoscimento ma, io per me farei cinque meno meno. Lascio comunque nei preferiti, lo streaming mi dirà lui, quando è quando, cosa è cosa. Per far sì che venga il giorno e l’ora di cui non si sa né il giorno né l’ora. Ricordo tutto: l’inverno, la pioggia, insomma le sparatorie. Quando tu mi facevi ascoltare io per me – tu per voi, noi per voi, non saprei – mi dispiace, c’era questa cosa dura, io direi – folgorazione – che non arrivava mai. […]


Francesca Perinelli: Due inediti

In Esiste la ricerca9 Settembre 20253 Minuti

Testi

Francesca Perinelli

Due inediti

09:40

00:00
chiamate bene dappertutto il corpo non risponde sicuramente sarebbe stato meglio quel gennaio è morta in bagno da quattro giorni perché era quello il messaggio che simpatica era diventata dopo la malattia ci vediamo per darmi ’sta notizia che volevi tesoro mio a parte che già lo so cioè non so poi il giorno dopo è morta nel pomeriggio e questo l’ha scritto lei quindi io l’avrei comunque capito a cose fatte che senso ha. ci stendiamo nel

 

06:00
però non mi rispondi così mi fai rivivere nella disgrazia da gennaio (è stato chiamato bene quel gennaio) quando era sì perché era mi ricordo era la sera e poi ritrovo su il messaggio e io che non imparo non vedo il nesso da anni che non ci vediamo davvero e non ci sentiamo anche col tuo telefono insomma quindi vedi comunque che uno poi alla fine capisce tante cose. un vento che non possiamo sentire

 

08:09
scrivi per dirmi questa cosa mentre in tanti anni non ci avevo capito niente—niente coordinate compleanni irraggiungibili > attrito per anni non c’era passo cammino. niente linea cade il compleanno si disperde nelle cifre

 

08:32
dovrebbe essere una persona non una relazione ma questa invece sta dicendo che l’ha fatto apposta e quando te l’ho detto io faccio quello no questo penso di aver anche finito di dirti le cose come sono andate veramente ma vorrei anche dire che me ne davi l’occasione. coi titoli di coda faccio quello

 

09:39
sono andata a vedere è capitato è quello il motivo per cui andava fatto perché l’aveva scritto ah sì te l’avevo già raccontato com’era stata lapidaria. frase tombale

 

 

ha smesso

ha smesso di stirare il mondo è molto diverso il conflitto si è allentato non ha tempo è meno importante della pulizia o del lavoro la follia dà i numeri il nostro è un paese contraddittorio la spesa è al 2 percento impara a stendere bene e a usare l’asciugatrice serve un’analisi epocale compra capi che si stropicciano poco e non eleganti Freud ha la barba bianca ed è sempre molto elegante non fa il cambio degli armadi – il prezzo dell’evoluzione è la felicità individuale

non compra più fiori il balcone è autorità è legge è stato che modula incanala accompagna verso l’adeguamento al limite li ha sostituiti con ortaggi pomodori e insalata i numeri esponenziali dovrebbero far riflettere anche la confusione fa parte della crescita anche rosmarino e timo che quando seccano chiude in vasetti ermetici per l’inverno quando la percezione del tempo è gestita attraverso la rimozione – sta imparando a delegare ma non riesce a smettere di pulire il bagno e la cucina