Francesco Scapecchi risponde a 4 domande su/per Esiste la ricerca 2025
Come in occasione di uno dei due incontri milanesi del 2023, anche stavolta una microintervista composta da 4 domande fisse viene proposta a diversi interlocutori del (o partecipanti al) quinto momento, 2025, di Esiste la ricerca, dedicato al tema delle comunità e dei progetti letterari.
È lasciata la massima libertà nel rispondere (o non rispondere) via mp3, ma è richiesta una serie di condizioni in linea con la natura estemporanea di ELR: i vocali non devono essere ‘preparati’, né letti, né (poi) editati, né in sostanza pensati come elementi di un’esposizione calligrafica / accademica, bensì pronunciati al microfono e registrati così come nascono.
Alle 4 domande che seguono risponde in voce Francesco Scapecchi:
- Quella della ricerca letteraria e delle scritture complesse può essere definita dal termine “comunità”? In che senso?
- Gli aspetti formali delle scritture di ricerca, della postpoesia, della prosa in prosa e delle opere transgeneriche determinano dei confini ossia perimetrano una cittadella coi suoi muri e porte aperte e divieti; o si tratta piuttosto di una struttura reticolare, dai bordi sfumati – a volte rigidi a volte permeabili?
- In che senso la tua esperienza personale si inserisce nell’area della ricerca letteraria?
- Hai creato delle comunità (siti, spazi fisici, gruppi social, ensemble di amici, redazioni cartacee) o vi hai preso parte? Come sono fatte? Qual è la loro storia e struttura?

Testi di Francesco Scapecchi
Francesco Scapecchi
4 cut-up
(inediti)
cut-up #44
dall’essenza data di qualsiasi cosa seguono necessariamente certe cose:
dalla medicina impariamo che l’uomo si sviluppa nella maniera migliore quando può lavarsi a dovere ed esporsi convenientemente all’aria e al sole.
riguarda solitamente casi in cui lo stato perforatore è molto piccolo.
si può fare in modo che lascino tracce.
essi diventano diritti umanitari i diritti di coloro che non li possono attuare.
come se non bastasse la prima eccezione alle regole urbanistiche.
domando perché.
in una maniera o nell’altra abbiamo rubato.
non ce ne lamentiamo.
cut-up #48
ci sono degli angoli tenebrosi nella regola del fallo.
il portiere dopo una lunga attesa ha rinunciato all’attività eroica.
come il trasporto senza ruote.
cut-up #19
sta’ a sentire: telegrafò a cuba che era impossibilitato – mentre infuriava corse la punta azzurro chiaro che. sono ormai dispersi. di desiderio. pur rimanendo. sono sbigottito per il sangue freddo che sta dimostrando, signor primo ministro. comunque vada a finire per l’investimento, non si riesce a tornare indietro illesi. ancor che grave lor paresse parlavano non a bassa voce: il repertorio dei gesti è limitato, colore locale e profumo personale.
risvegliata da morti improvvise si lasciava travolgere, immaginare atlanti, aveva appena corso per duecento metri dentro un perimetro di luce attraversabile. è consolante come la contemplazione.
qualsiasi difetto anche è più gradevole.
questo avviene per lo più nell’amore.
cut-up #26
il sorriso arcaico divenuto immenso. dalla tua cara boccuccia egli ha fatto dei manifesti usando il tropo. casi in cui la lingua è molto piccola, deh!, cuor del corpo mio, gli eventi subatomici che si verificano, nel preconscio, ma di un, per esempio.
egli si era convertito. siccome il borghese non vuole e non deve essere un santo i quaccheri facevano così: vennero ordinati dei polli, la droga ingombrante, un panino al prosciutto accuratamente confezionato dio solo sa a quale prezzo. ci fecero dannare tutti quanti.
tutta la brutta vita prende piede negli anni ’90.




