Francesca Perinelli risponde a 4 domande su/per Esiste la ricerca 2025
Come in occasione di uno dei due incontri milanesi del 2023, anche stavolta una microintervista composta da 4 domande fisse viene proposta a diversi interlocutori del (o partecipanti al) quinto momento, 2025, di Esiste la ricerca, dedicato al tema delle comunità e dei progetti letterari.
È lasciata la massima libertà nel rispondere (o non rispondere) via mp3, ma è richiesta una serie di condizioni in linea con la natura estemporanea di ELR: i vocali non devono essere ‘preparati’, né letti, né (poi) editati, né in sostanza pensati come elementi di un’esposizione calligrafica / accademica, bensì pronunciati al microfono e registrati così come nascono.
Alle 4 domande che seguono risponde in voce Francesca Perinelli:
- Quella della ricerca letteraria e delle scritture complesse può essere definita dal termine “comunità”? In che senso?
- Gli aspetti formali delle scritture di ricerca, della postpoesia, della prosa in prosa e delle opere transgeneriche determinano dei confini ossia perimetrano una cittadella coi suoi muri e porte aperte e divieti; o si tratta piuttosto di una struttura reticolare, dai bordi sfumati – a volte rigidi a volte permeabili?
- In che senso la tua esperienza personale si inserisce nell’area della ricerca letteraria?
- Hai creato delle comunità (siti, spazi fisici, gruppi social, ensemble di amici, redazioni cartacee) o vi hai preso parte? Come sono fatte? Qual è la loro storia e struttura?

Francesca Perinelli: Due inediti
Francesca Perinelli
Due inediti
09:40
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chiamate bene dappertutto il corpo non risponde sicuramente sarebbe stato meglio quel gennaio è morta in bagno da quattro giorni perché era quello il messaggio che simpatica era diventata dopo la malattia ci vediamo per darmi ’sta notizia che volevi tesoro mio a parte che già lo so cioè non so poi il giorno dopo è morta nel pomeriggio e questo l’ha scritto lei quindi io l’avrei comunque capito a cose fatte che senso ha. ci stendiamo nel
06:00
però non mi rispondi così mi fai rivivere nella disgrazia da gennaio (è stato chiamato bene quel gennaio) quando era sì perché era mi ricordo era la sera e poi ritrovo su il messaggio e io che non imparo non vedo il nesso da anni che non ci vediamo davvero e non ci sentiamo anche col tuo telefono insomma quindi vedi comunque che uno poi alla fine capisce tante cose. un vento che non possiamo sentire
08:09
scrivi per dirmi questa cosa mentre in tanti anni non ci avevo capito niente—niente coordinate compleanni irraggiungibili > attrito per anni non c’era passo cammino. niente linea cade il compleanno si disperde nelle cifre
08:32
dovrebbe essere una persona non una relazione ma questa invece sta dicendo che l’ha fatto apposta e quando te l’ho detto io faccio quello no questo penso di aver anche finito di dirti le cose come sono andate veramente ma vorrei anche dire che me ne davi l’occasione. coi titoli di coda faccio quello
09:39
sono andata a vedere è capitato è quello il motivo per cui andava fatto perché l’aveva scritto ah sì te l’avevo già raccontato com’era stata lapidaria. frase tombale
ha smesso
ha smesso di stirare il mondo è molto diverso il conflitto si è allentato non ha tempo è meno importante della pulizia o del lavoro la follia dà i numeri il nostro è un paese contraddittorio la spesa è al 2 percento impara a stendere bene e a usare l’asciugatrice serve un’analisi epocale compra capi che si stropicciano poco e non eleganti Freud ha la barba bianca ed è sempre molto elegante non fa il cambio degli armadi – il prezzo dell’evoluzione è la felicità individuale
non compra più fiori il balcone è autorità è legge è stato che modula incanala accompagna verso l’adeguamento al limite li ha sostituiti con ortaggi pomodori e insalata i numeri esponenziali dovrebbero far riflettere anche la confusione fa parte della crescita anche rosmarino e timo che quando seccano chiude in vasetti ermetici per l’inverno quando la percezione del tempo è gestita attraverso la rimozione – sta imparando a delegare ma non riesce a smettere di pulire il bagno e la cucina

Due testi di Francesca Perinelli
Francesca Perinelli
Due inediti
santalucia
) un’interpretazione della domanda secondo te ha importanza, è assolutamente? sì. quale che sia la funzione o la fonte, addirittura esplicitata, dichiarata, l’eteronimia diventa una sorta di àncora. ti faccio un esempio. lui la chiama regolarmente, dicendo che la associa al fatto, quindi lei è una donna e, sia pure in maniera sinistra, c’è
una collana di piombi gettata a interrompere la notizia che in fondo al mare i pesci brucano gli occhi di persone non all’altezza della fine (la fine si pone come proposta di bassa lega tra le esplosioni e il funerale che prende tutto lo schermo della casa di riposo: gli anziani possono leggere la fine una sola sillaba alla volta ma non verrà servita né per pranzo, né per la soddisfazione dei rapporti. la fuga, di qua asfissiata nell’insalata di occhi di santa lucia, di qua uno scarabocchio impossibile, di qua neppure, però, è lì, dietro appena otto centimetri di foratino
chissà come fa a reggere tutta quella televisione
vi seppellirà
e se prima eravate in sei, eravate eccetera eccetera, poi dopo, adesso, così, mi sembra che. cantavate **** **** ma era un diversivo. percorsi idiosincratici associati allo spirito dimesso, come a dire: il nostro lavoro è questo, siamo a disposizione, eventualmente fateci sapere. ma nemmeno il panorama partiva da zero con quegli scarti di tradizione. un conto è recuperare un conto e un conto è poi, sono due cose che poi ognuno aveva un proprio punto di vista, o anche di meno. varie persone incrociandovi recitavano una frase sperimentale riesumando la dialettica barthesiana: c’è la scrittura, non c’è lo stile. cosa vuol dire, insomma? e se prima eravate come la lingua da parlare da qui in avanti, oggi siete delusi, non avete conservato un briciolo di affezione
adesso siete in cinque e cantate **** ****. è sicuro che non c’è un certo novecento in campo, non c’è spazio per il movimento embrionale sovrascritto, cristallizzato nelle vostre corde come materiale deperibile. non vi siete avvantaggiati del gruppo, non avete nemmeno un manifesto. la divergenza non è sfruttata appieno. bravo, grazie, e adesso siete in quattro
**** **** sono i padri putativi di una parentela becera, viene in mente una frase che circolava in quegli anni di deserto, ma ci sono ancora in giro troppe persone, troppe riviste, troppi siti, troppi discorsi critici presi per i capelli. non possiamo pronunciarla
tre, due uno. **** ****, di cosa stiamo parlando?
Francesca Perinelli risponde a 9 domande su/per Esiste la ricerca
di Xxx
Un ‘questionario’ unico viene proposto a diversi partecipanti a Esiste la ricerca. È lasciata la massima libertà nel rispondere (o non rispondere) via mp3, ma è richiesta una serie di condizioni in linea con la natura estemporanea di ELR: i vocali non devono essere ‘preparati’, letti, né (poi) editati, né in sostanza pensati come elementi di una ‘intervista’ calligrafica, bensì pronunciati al microfono e registrati così come nascono. Alle 9 domande che seguono risponde in voce Francesca Perinelli.
- Hai partecipato a ELR (quale dei 3 appuntamenti?): come ti è sembrato e che riscontro/parere dai dell’iniziativa?
- In sintesi come come definiresti gli appuntamenti di ELR?
- Quali i PRO?
- Quali i CONTRO?
- Pensi ci sia bisogno di incontrarsi dal vivo per parlare di ricerca nell’ambito delle scritture poetiche? E perché?
- In che modo una zona di riflessione e scambio come quella ipotizzata da ELR può essere utile alla tua scrittura? (E se lo è)
- Se ci fossero prossimi appuntamenti di ELR quali sono temi e argomenti che si potrebbero affrontare dal tuo punto di vista?
- Quanto è importante per te che esista un’ambito critico/confronto per ELR?
- Quanto è importante per te un confronto generazionale fra autori in ELR?





