Inediti di Alberto D'Amico
Alberto D’Amico
Talune (altre) poesie
ma è una cosa del genere non ho fatto un giro
per me non piace molto bello che sei a roma per il mio fratello
*
ormai è una droga con me
non piace il profilo e poi ti voto il mio fratello
di una persona con la tua bio
mi ha scritto e diretto con te
la sento più tardi a lavoro di ognuno di noi
*
grazie massimo ranieri in concerto
al momento è una delle poche persone
a me lo avevi già in mente di più
e poi ti voto il mio amico
che mi fa impazzire i profili perfetti
per me non mi hai fatto bene per il mio
da me ho collezionato qualcosa la so ho visto il film
*
Roma, 15 gennaio 1962
è un’attrice italiana
vincitrice di sette david di donatello,
margherita buy,
sette nastri d’argento,
cinque globi d’oro
tredici ciak d’oro
tra le migliori attrici italiane
ha recitato nelle serie televisive
e in varie produzioni teatrali,
cresciuta nel quartiere coppedè,
prima di tre sorelle,
figlia di un dirigente dell’unità sanitaria locale
il suo trisavolo paterno, francese, era un ufficiale medico dell’esercito napoleonico
dopo alcune apparizioni in spot pubblicitari esordisce al cinema con la seconda notte
torna a lavorare con luchetti nel film accolto tiepidamente dalla critica, ma viene elogiata la prestazione dell’attrice
la sua interpretazione di una giovane attrice nevrotica
il ruolo di un’editrice che molesta sessualmente un suo dipendente
il complesso ruolo della suora con la maternità
la vedova che scopre l’omosessualità del marito defunto
moglie in crisi coniugale
madre di una famiglia borghese
premio per la migliore interpretazione femminile al moscow
una psicologa che prende in cura il pontefice
fantasma di un’attrice
una preside di liceo
un’ispettrice alberghiera
una regista, alter ego
è ospite fissa nel programma radiofonico
si sposa nel febbraio per poi divorziare nell’estate
voce di lilli in lilli e il vagabondo
*
i capelli si arrotolano
noi guardiamo il sudore
il manto di
provo a guardare un punto del soffitto bianco
un punto dove non c’è niente
non riesco
se non ci sono ombre, spigoli, forme
non vedo niente
vorrei l’acqua
l’acqua non è niente
il soffitto bianco ha quattro angoli
se fosse colorato sarebbe qualcosa
gli angoli creano le ombre
l’acqua non ha ombre
l’acqua è più dell’aria
l’aria non ha niente
solo l’azzurrino della prospettiva aerea di leonardo
*
il bambino giocava e quell’uomo gridava
statte fermo

Luigi Magno: Annotazione sull'opera di Suzanne Doppelt
Luigi Magno
Annotazione sull’opera di Suzanne Doppelt
Poesia colta, cosmologica e cosmogonica, ma anche della Wunderkammer o dello studiolo, dunque poesia ottica, cinetica (come quel prato di cui Doppelt indicizza i tratti in Le Pré est vénéneux, forse sotto l’egida insieme dei prati di Ponge e dei “Colchiques” di Apollinaire), magica, spettrale (al tempo stesso di fantasmi e di spettri di luce), allucinata, poesia etologica, entomologica e vegetale: tante etichette su cui varrebbe la pena soffermarsi e che, senza mai essere esclusive o funzionare nella loro singolarità, si mescolano e si intrecciano nel reticolato descritto dalla scrittura di Suzanne Doppelt.
Dopo il convegno di Roma (Magies, aberrations et mécaniques poétiques de Suzanne Doppelt, 18-20 marzo 2025, Fondazione Primoli e Università Roma Tre), il lettore italiano ha finalmente accesso al lavoro di Suzanne Doppelt attraverso una versione bilingue (italiano / francese) di Meta donna, pubblicata nell’eccellente collana “Benway Series”:

Due prose inedite di Mario Corticelli
Mario Corticelli
Testi inediti
da
sottrarre il bambino
l’uomo è fatto di tante biglie colorate il grappolo fatto succo è il sangue dell’uomo colorato. mi fecero accovacciare in una capanna così piccola e subito capii che non io avrei dovuto crescere ma la capanna. non diversamente considerano i tratteggi della pioggia come fili di una ragnatela che il ragno continuamente non viene a giungere e distanziano perle rugiada. l’uomo è fatto di tante biglie colorate il grappolo fatto succo è il sangue dell’uomo colorato e non vi è più biglia nel sangue dell’uomo e non vi è più grappolo nel cuore. incamminandosi lungo la sua strada il pioppo può avere talvolta l’impressione di non essersi mosso ma sì ripetuto e dunque. tra un pioppo e l’altro vi è l’orma di un esser piccino fatto di biglie colorate come un melograno tagliato in due che è il grappolo dell’uomo. in quattro in otto e così via. o anche in tre, in sei, in dodici e così via. o anche. per tenerlo in piedi da sotto
*
i termini tecnici sono belli. gli antenati li (si) dispongono ad aurora boreale (tecnica):
curva dell’annegamento, morbosità, termini, viverrino, soprapassaggi, detrimento, con arieti alla congiunzione del busto, manubri alti, casseruola, pomolo, esplorazioni, tauromachia, “incorporati”, vie aeree, incidenza, rinoceronte, acque, scomposta, efebico, potenza, trangugiare, sotterranee, tecnicismo ecc. che belle. la nostra arte infatti non conosce rivali nel mondo dei rivali non conosce rivali nel mondo dell’arte & della tecnica nel mondo. diciamo che la nostra arte fa il vuoto nel mondo. la nostra intelligenza altresì non ha limiti e aurore. diciamo che la nostra arte desola l’infinito. sì.
ah il rinoceronte bianco. il cerbiatto nano prende e se ne va. come andarsene, dall’infinito? allora uno degli ocelli del suo numeroso manto diventa il centro dell’infinito (bianco? grigio? rinoceronte?). non sembra una soluzione, tal quale ogni più vario modo di proseguire. per isvago ci si dedichi a disegnare i contorni di quell’ocello. forse meglio dire macchia, bianca. crescendo sparirà per l’uniformità del manto (grigio, infinito? dotato di corno? bianco?). ma non vanno confusi nani e pargoli. per precisione il cerbiatto è nano non pargolo e dunque il manto tale resterà (maculato) e il centro dell’infinito (grigio?) resterà tale. trotta con lui, con il cerbiatto nano (o non pargolo). ecco dunque un modo per proseguire all’infinito (o pargolo) il cui centro egli porta con sè e dunque. sembra che vi si stia arrampicando ora ci copre gli occhi. cosa vedi? bianco. questo pezzo di infinito (bianco, grigio) è diversamente maculato in luoghi diversi (grigio). ha gli occhi? ha un piccolo corno? e pensò: è proprio pazzo questo rinoceronte infinito a portare un vecchio cerbiatto nano (pargolo, maculato). va bene, ma di’ al tuo re che poi sia pronto perché il re della foresta vuole vederci combattere. combatteremo. vieni qui che ti succhiamo il cervello. ed è inginocchiato sulla punta dei piedi.
il termine tecnico è scatolina. inflorescenza. ritirata. aurora. piove contro il vetro.
piove contro vetro, non arriverà mai, non piove contro vento. l’aurora invece è un fenomeno sereno e plausibilmente privo di appoggio nonché di contrasti. che nessun animale può trasgredirne i confini

Un inedito di Gherardo Bortolotti
Gherardo Bortolotti
Fine agosto
Che poi il problema non è trovare un grado zero delle cose, una tecnica di livello così basso finalmente da capirle e governarle insieme, ma fare i conti con la continua, inesausta, endemica generazione dei singoli eventi, dei casi sparsi, delle vicende nuove e contemporanee che mi spingono avanti, avanti con il fronte d’onda della realtà senza misura.
Quindi telefono ad Alice che mi risponde in attesa di entrare in qualche museo nel cuore dell’Europa, con il timbro cristallino delle sue risate durante il racconto di una piccola vicenda di viaggi in taxi, mentre la immagino guardare gli altri visitatori in coda con lei, dissipata nell’incremento di eventi concomitanti, come gesti con le mani, stormire di foglie, qualcuno che apre una bottiglia d’acqua, a cui non risulto presente o comunque necessario.
Ma poi l’ondata generale delle circostanze, che percorre le spiagge della luce e del presente, si compone nel gesto che faccio, fermandomi in bicicletta davanti a un tabaccaio per prendere le sigarette e, nel frattempo, mi passa di fianco un vecchio signore con un cane piccolo, bruttissimo e allegro, lasciandosi dietro il profumo di qualche dopobarba antico nell’aria di questa sera di fine agosto.
Dopodiché incontro in un bar del centro questo che vuole parlarmi di un progetto per un gruppo di ragazze di seconda generazione e mentre mi racconta il suo viaggio in Provenza continuo a fissare le striature delle nuvole, le gradazioni dell’azzurro, del celeste e del cobalto e penso che sta finendo l’ennesima estate senza redenzione né pace.
Così, steso sul lettino a bordo piscina, mi appoggio sulla faccia la copia della Historia Augusta che sto leggendo e provo ad ascoltare tutti i suoni prodotti in questo momento perfetto sotto il sole di fine agosto, lo sciabordio dell’acqua, le frasi in tedesco, in italiano, francese, il ronzio di qualche macchinario ignoto, la canzone di Shakira che arriva dal bar, il pulsare del mio sangue, il mormorio numinoso dell’aria e della cavità del cielo.
Ma è adesso, per esempio, frequentando le esposizioni dell’Ikea, le camere da letto, i salotti composti in pochi metri quadrati, che sembrano già i diorami dei musei del futuro, dedicati a civiltà minori dedite al decoro e al tempo libero passato nelle proprie stanze, che mi sento l’unico fantasma che infesta le mie giornate, la vita comunque implausibile dei miei simili.
E come tante altre volte anche ora mi rivolgo alle terre desolate della mia giornata lavorativa dall’altopiano di un mattino luminoso, come la gioia, e rimango sul balcone in ciabatte, indeciso sulle decisioni da prendere, non tanto in merito alla mia vita ma sui prossimi minuti, quando dovrò rispondere alla prima telefonata del giorno, alla prima e-mail di un collega su questioni indecifrabili.
Nel frattempo svuoto la lavatrice mentre canto: “Everyone is a prostitute / singing a song in prison” senza ricordare il resto della canzone, raccogliendo a manciate i calzini umidi, i boxer colorati, e sento dalla finestra aperta una bambina che chiama, a gran voce: “Ghulam! Ghulam!” per poi star zitta qualche minuto e ricominciare a chiamare.
Sarebbe anche bello però, alla fine di questa bizzarra avventura, poter leggere le note di laboratorio che sicuramente qualche divinità dell’oltrespazio sta tenendo sulle mie vicende spaiate, essendo convinto in verità che come sono grottesco io così troverò lei, legata dalle sue vette disumane a me che inciampo, per dire, uscendo dal bar.

Niccolò Furri: tre testi
Niccolò Furri
tautologie, 1-3
(2024)
1.
oggi, cari ariete toro gemelli cancro leone vergine bilancia scorpione sagittario capricorno acquario pesci, luna opposta da oggi, questo cielo, nel vostro cielo, le stelle, questo saturno, questo cielo ancora, questa luna, la luna, il vostro momento magico, questo giove, bella questa luna, il satellite si colloca nella casa, con il nostro satellite, il nostro satellite attraversa, il vostro astro, l’astro notturno, oggi l’astro notturno transita, il nostro satellite risiede, un’aggradevole interazione del nostro satellite, non acquisterei un biglietto per la rete ferroviaria di trenord, il nostro satellite naviga, un vantaggioso allineamento lunare, della luna, del nostro satellite, conferma il sole, dalla luna, mercurio, venere, marte, luna calante, marte, dal sole, venere, nettuno, date a marte ciò che è di marte, mercurio, sotto i ponti di saturno, canta venere, dice venere, scaltra luna, è la seconda fase lunare, con marte, con plutone, luna operativa, interessa luna, saturno, nettuno, giove, urano, sarà favorito da giove, questo giove non molla la presa, quando avete da fare una rivoluzione, non andate controcorrente, nella casa della metamorfosi, la casa del benessere e del lavoro, nella casa del denaro, nel campo dei rivali occultati, nella presente giornata, questa giornata, oggi è la giornata giusta, con la primavera, nelle attività diurne, per l’imminente fine settimana, con l’arrivo del fine settimana, oggi, in una giornata, di una giornata fortunata, via via che passano i giorni, che vi riserverà questa giornata, influiranno sull’andamento della giornata, con l’imminente weekend, le cose quotidiane, man mano che il fine settimana si avvicina, oggi, verso il fine settimana, questo venerdì
2.
oggi, zeus indietreggia, soffiano venti più freschi dai balcani, con atmosfera stabile e cielo poco nuvoloso, maggior nuvolosità, con qualche piovasco intermittente, alle possibili nebbie, poco nuvoloso o localmente molto nuvoloso, sarà più soleggiato, possibile formazione di nebbie, non subiranno sostanziali variazioni, poco nuvoloso o a tratti più nuvoloso, i venti soffieranno, non subiranno grosse variazioni, un leggero aumento, non mancheranno occasionali precipitazioni, tenderanno a diminuire leggermente, valori massimi attesi, valori massimi compresi, valori massimi, leggermente, ma con banchi di nebbia, nelle ore, più sole, salvo fino al pomeriggio, e foschie sulle valli, in rialzo, con piovaschi, schiarite, le temperature medie sono state: 5.6 °c, 4.9 °c, 5.9 °c, 2.4 °c, 2.9 °c, 5.9 °c, -5.1 °c, 3.1 °c, 5.1 °c, 7.5 °c, -3 °c, 4.9 °c, 2.7 °c, 4.1 °c, 2.1 °c, 1.2 °c, 1.3 °c, -0.4 °c, 2.4 °c, 4.1 °c, 1.8 °c, 4.8 °c, 0.7 °c, 4.1 °c, 4.3 °c, 6.2 °c, 2.2 °c, 5.8 °c, 4 °c, -1 °c, 0 °c, -1 °c, 5 °c, 8 °c, 2 °c, 7 °c, 6 °c, 6 °c, 4 °c, 6 °c, 2 °c, 4 °c, 6 °c, 4 °c; che sono le temperature comprese tra le temperature minime che sono state: -2.8 °c, 1.5 °c, -1.6 °c, -2 °c, -2 °c, 4.3 °c, -11 °c, -1 °c, -1.4 °c, 6.6 °c, -8.1 °c, 0.5 °c, -3 °c, 0.2 °c, -3 °c, 0 °c, -3 °c, -4 °c, -3 °c, 3 °c, -3 °c, 3.6 °c, -3.1 °c, 1 °c, -2 °c, -0.2 °c, -2 °c, 4 °c, 0 °c, -7 °c, -5 °c, -3 °c, 5 °c, 8 °c, -2 °c, 3 °c, 4 °c, 4 °c, 3 °c, 4 °c, -2 °c, -4 °c, -2 °c, -4 °c; e le temperature massime che sono state: 14 °c, 8 °c, 13.4 °c, 7 °c, 9 °c, 7.3 °c, 2.1 °c, 6 °c, 13.6 °c, 8.1 °c, 2.5 °c, 9.3 °c, 12 °c, 8 °c, 7.1 °c, 2.4 °c, 5.1 °c, 4 °c, 8.1 °c, 5 °c, 6.3 °c, 8.1 °c, 5 °c, 8.4 °c, 9.8 °c, 14.6 °c, 9 °c, 8 °c, 7 °c, 6 °c, 9 °c, 1 °c, 6 °c, 9 °c, 9 °c, 9 °c, 8 °c, 8 °c, 7 °c, 9 °c, 8 °c, 14 °c, 14 °c, 12 °c; ci sono altri parametri da prendere in considerazione, sono i parametri che indicano il tempo che fa, il tempo atmosferico, il tempo atmosferico aiuta a scegliere i vestiti, quando ci sono vestiti da scegliere, quando c’è un luogo dove ci sono vestiti da scegliere, il luogo dove ci sono vestiti da scegliere se ci sono vestiti da scegliere è l’armadio, l’armadio è il luogo dove ci sono i vestiti da scegliere se c’è un altro luogo dove può essere posizionato, il luogo è la casa, se c’è una casa, se una casa non è stata persa, perché le case si perdono, non si trovano, aumentano di prezzo, quindi ci sono dei parametri da prendere in considerazione per vestirsi se c’è una casa, gli altri parametri sono il punto di rugiada, l’umidità media, l’umidità minima, l’umidità massima, la visibilità media, la velocità del vento media, la velocità massima del vento, la raffica, la pressione media sul livello del mare, la pressione media, la pioggia, i fenomeni, le condizione meteo
3.
nella giornata di oggi, sono stati rilevati 39 eventi sismici, i 39 eventi sismici rilevati nella giornata di oggi sono stati rilevati dall’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che è un istituto, che è stato quindi istituito, che monitora e rileva, che possiede una rete per il monitoraggio e il rilevamento degli eventi sismici, che sono stati 39, che è un intreccio di fili di materiale vario incrociati e annodati tra loro, che è un sistema di interconnessioni, ma in cui si può cadere, che gestisce una rete di oltre 350 stazioni sismiche, che le stazioni sismiche sono ubicate su tutto il territorio nazionale e nelle aree limitrofe, che rilevano gli eventi sismici, che nella giornata di oggi sono stati 39, che formano una lista, e una lista può formare una rete, una rete che mette in relazione gli elementi interni alla lista e gli elementi esterni alla lista stessa, che può essere uno sciame sismico, che gli elementi interni alla lista sono la data e l’ora, che la data e l’ora sono il tempo origine che indica la data e l’ora in cui inizia la rottura, sono relativi ad un fuso orario, ma sono anche la magnitudo la zona la profondità la latitudine la longitudine, indicano la dimensione di un terremoto, sono molti e diversi tra loro i modi con cui sono misurati, chiamato epicentro, chiamato ipocentro, espresso in chilometri, perché ogni metodo funziona solo su un intervallo limitato, e che gli eventi sismici rilevati sono stati questi, che sono 39: 01:12:27, ml 1.6, 2 km s militello rosmarino (me), 9, 38.03, 14.67; 02:42:41, ml 1.1, 5 km e camerino (mc), 7, 43.13, 13.13; 03:28:46, ml 0.9, 3 km n ussita (mc), 10, 42.97, 13.14; 04:08:36, ml 0.9, 1 km w ussita (mc), 10, 42.94, 13.13; 04:08:37, ml 1.5, 1 km ne nicolosi (ct), 7, 37.62, 15.04; 05:31:41, ml 1.1, 4 km sw frontone (pu), 14, 43.50, 12.71; 06:03:36, ml 1.5, 2 km se casalbuono (sa), 10, 40.20, 15.69; 07:50:42, ml 1.2, 3 km e latronico (pz), 22, 40.09, 16.04; 08:01:48, ml 0.4, 2 km w pievebovigliana (mc), 14, 43.07, 13.06; 08:03:57, md 1.3, 3 km e piobbico (pu), 4, 43.59, 12.55; 08:32:34, ml 2.8, 6 km e pavullo nel frignano (mo), 25, 44.34, 10.91; 08:38:34, ml 1.3, 2 km w poggio picenze (aq), 9, 42.33, 13.52; 09:01:41,, md 1.2, campi flegrei, 3, 40.80, 14.11; 09:19:57, ml 0.5, 4 km se pietralunga (pg), 5, 43.41, 12.47; 11:00:00, ml 1.2, 9 km e cascia (pg), 11, 42.71, 13.12; 11:45:41, ml 0.7, 3 km nw monte cavallo (mc), 12, 43.01, 12.98; 13:33:32, ml 0.9, 6 km se pietralunga (pg), 9, 43.41, 12.49; 13:58:24, ml 1.4, 3 km w vergato (bo), 10, 44.27, 11.08; 14:02:15, ml 1.7, 1 km sw motta sant’anastasia (ct), 16, 37.51, 14.96; 14:11:17, ml 0.9, 7 km e costacciaro (pg), 13, 43.38, 12.79; 14:19:20, ml 1.2, 6 km sw paesana (cn), 10, 44.64, 7.25; 14:55:14, ml 1.2, 2 km s casalbuono (sa), 13, 40.20, 15.68; 15:49:27, ml 1.6, isole eolie (messina), 11, 38.38, 14.88; 15:52:13, ml 1.6, 1 km ne san marco in lamis (fg), 19, 41.72, 15.65; 16:17:03, md 1.0, campi flegrei, 1, 40.82, 14.12; 16:55:40, ml 1.8, 1 km n moliterno (pz), 9, 40.26, 15.87; 16:59:25, ml 0.7, 6 km se pietralunga (pg), 6, 43.40, 12.49; 17:06:17, ml 2.7, 4 km nw montefiorino (mo), 11, 44.40, 10.61; 17:16:10, ml 1.2, 3 km e toano (re), 11, 44.39, 10.59; 18:53:01, ml 0.4, ussita (mc), 12, 42.95, 13.14; 19:04:11, ml 1.5, 8 km w arquata del tronto (ap), 9, 42.79, 13.20; 19:42:03, ml 0.9, 4 km n preci (pg), 12, 42.91, 13.03; 19:46:21, ml 1.7, 3 km n preci (pg), 10, 42.90, 13.03; 20:11:20, ml 1.1, 4 km ne pievebovigliana (mc), 11, 43.10, 13.11; 20:50:02, ml 1.6, 2 km nw moliterno (pz), 9, 40.26, 15.86; 21:02:41, ml 0.8, 5 km w monte cavallo (mc), 12, 42.99, 12.94; 21:33:57, ml 0.7, 5 km ne pievebovigliana (mc), 12, 43.10, 13.12; 22:33:03, ml 2.0, 10 km s vico del gargano (fg), 27, 41.81, 15.97; 23:42:19, ml 0.7, 3 km n sellano (pg), 11, 42.92, 12.93
Michele Marinelli: sei testi
Michele Marinelli
Sei testi
JL
Exposure Time (1 / Shutter Speed) = 1/160 second
Lens F-Number / F-Stop = 56/10 ===> ƒ/5.6
Exposure Program = manual control (1)
ISO Speed Ratings = 200
Metering Mode = pattern / multi-segment (5)
Light Source / White Balance = flash (4)
Flash = Flash fired, compulsory flash mode
Focal Length = 370/10 mm ===> 37 mm
Rimming
Connessione, Xyyztd. Connessione, Benny, Vwktxqou.
Connection! Connection. Connessione, cummins. Connessione, Fundamentals. Conn Tpt, Massard. Connessione ricaricabile, Negozio di oyee, Remdiation. Connessione, Statedterms, Grader? Connection.
Connection (Nuel, Jeżeli). Connessione, mxnc, Kante, Audiophiliac, produttiva. Connessione, Personalizza, Stuffy, Femmina, automorfismi, Freedman, cappotti doppio Rosebud, fissa, Gdphmdcnohngcski, Kcksrintwd! Connessione, Con la 3° min presente, Femminile.
Connessione, Parte, Verizon, Antispam, Uncapped. Connessione, Publicitaires, zpgxjxacpma Monitoring, Sfoggia? Connessione, ModemSurfer, Julian, Orlando, Kol.
Con-nection.
siw 7
Oh, e altra roba riposta . Non sapevi? Male, può andare bene il più riprodotto Misantropo Bacone Scimmia pagliaccio baconmonkey un altro rivoltante, legato al piano, è una Vp Montana. e questo freddo, come un fuoco d’artificio, getta macchie di ballo, preso a calci da qui, ti serve aiuto per Clipper chipClinton, ma solo per un po’ dopotutto hai letto L’acciaio. ancora scarpe e ancora , inutile quello che hai non hai il tocco della macchina, l’entrata in scena. personale. come hippies.
se preferisci, afferma. ci sono cento fiere.
760
oh argomenti menzioni loro *malati di sapere se è possibile un po’ di garbage collection dvorak e i nuovi poteri da ogni persona che ha scritto mi aspetto nel negozio di formaggi mi chiedo in futuro non sará niente ora però chiámati ora i prototipi prima deve essere il dato poi il ragazzo formato icona di tutte le implicazioni qualcosa di logico oh e mi si adatta capire succede di rimanere d’un tratto si avvicinò pensare che volevo dovrebbero essere lieti l’oasi li rappresenta
Lv (garze koan)
vena al largo, vena folk, senti freddo, un giorno qualsiasi sei morto la risposta superlocria. l’evoluzione una opportunità una presenza scenica, diverrai cieco come me morirai. buona l’idea dei numeri locali. mangiare di tutto muoversi mangiare cinque capolavori sbattuti al trono notti firmate affondate in casa in paese nella capitale vietato comprare ammesso rubare. puoi appoggiarti, calze vuote appese, la voce continua, la voce è niente. pórtati abbastanza vestiti per tre giorni. distingue naturae debito: il mondo è cambiato. permettiti lo sforzo, gli anni da saggio. nel periodo di missione mostrò: qualità gestione versatile. disperso coppie a caccia / salvaritmo infestato trito / sollevava persino la legge / due 40 vent’anni al limite / ritorno al borgo / anche un corto / moderno ricorre a borseggi rilievi / è incapace / l’indice foschia la gente seria / ritorno al ginepro ai navigli alle liste / la festa a oltranza al 3,7 / stati fedeli uniti per mille / cara decadenza tratta bene / bene l’attrazione / avrai deciso. bagno soda l’universo delle infezioni bolle per filtrare via miglia la missione rendeva poco i turisti applaudono direi in sintesi un patrimonio umano una chance un introito un caso di culto non sorvegliato troppa la distanza non faceva che dondolare. prendi dieci garze. prendi dieci kōan. il seme prospera, la saliva aumenta.
DM
I have always felt that the world is an erotic place
Due testi da "Superficies"
Due testi dal workshop Superficies
(2024, Accademia di Brera,
Dipartimento di arti visive – Scuola di pittura,
in collaborazione con MTM – Teatro Litta)
I due testi che seguono sono tratti da Superficies – Materiali di tangenza, Edizioni Cambiaunavirgola 2025. Curato da Pasquale Polidori, il volume raccoglie materiali operativi scaturiti da un laboratorio di arti visive che si è svolto da aprile a giugno 2024 nella Sala Cavallerizza del Teatro Litta a Milano, e ha indagato il tema delle opere d’arte come spazi di mediazione tra il lavoro artistico e lo sguardo dello spettatore. Il laboratorio Superficies è promosso dall’Accademia di Brera – Scuola di pittura. Hanno partecipato: Chiara D’Alesio, Chiara Degetto, Eleonora Federico, Irene Fraccaro, Alice Galizzi, Matteo Galli, Francesco Gennaro, Sharon Marini, Marlena Moi, Angela Vareschi, Yuxin Wu, Yihan Zhang, Yiyang Zhou. Docenti: Cristina Muccioli, Pasquale Polidori, Domenico Scudero.
da Appunti curatoriali per il Worshop Superficies (Marini)
Sharon Marini
[…] sul bordo della cornice, un po’ sporgente, cammina una lumaca, come un’intrusa, era considerata un animale sacro, prodigioso, nel medioevo e rinascimento, perché pensavano che venisse generata dalle gocce d’acqua, non provenendo da un rapporto sessuale, era la garanzia della verginità della madonna, l’arcangelo gabriele qui ha delle ali stranissime, di solito erano copiate da quelle degli uccelli, mentre qua le ali sono di farfalla, è molto strano, perché tutti gli insetti erano considerati figli di satana, non c’è una interpretazione di ciò, la colomba dietro, dettaglio, esce fuori dalla bocca, arriva a razzo e sembra quasi uno sputo, pensare agli animali, colomba origine paleolitica, pan, animale ibrido, con le gambe di un capro, che ha prestato il suo corpo alla rappresentazione di bacco, bacco sappiamo che è collegato alla tragedia, il canto del capro, hermes stava pascolando delle capre quando vede la ninfa, lei ricambia le sue attenzioni e insieme hanno un bambino, questo bambino nasce metà bimbo e metà capro, hermes, contentissimo, la ninfa non era contenta, lo rifiuta, e vuole che sia ucciso, lo mette in salvo in una pelle di lepro (animale della lussuria, del piacere del sesso), e viene portato sull’olimpo, pan (in greco, tutto), perché piaceva a tutti nell’olimpo, racchiudeva il massimo degli antipodi, massimamente umano, e massimamente selvatico, questo bimbo rifiutato è sempre stato malinconico: il rifiuto della madre, così, lo ha portato a esprimere senza la parola, nel suo caso, la musica, questa memoria del rimosso, del dimenticato, che torna, soprattutto nel barocco sia in scultura che pittura, come una persona non invitata che cambia atmosfera, è esattamente il contrario della concezione dell’arte che si è instaurata nell’illuminismo, tommaso puccini, i cartellini, in quest’ottica, il teatro è l’animale non ancora catturato, non esiste nessuna civiltà che non ha avuto la sua forma di teatro, incontro con (°), raccontare il lavoro senza “io voglio dire”, “io posso parlare di morte”, “io posso parlare di orrore”, training, incentrare sul parlare del verbo potere, verbo modale, (°), modi precisi di essere presente, nascondersi o manifestarsi? ricostruzione dell’immagine nel libro, parte viva, che deve essere piegata, accostata ecc, per rendere visibile l’opera, “il silenzio è fondamentale”, in mezzo/di lato alla pagina, 190 pagine, domani: (°), (°), giovedì: (°), (°), domani: (°) aula 35 domani alle 10:00, (°) alle 14, (°) alle 15:30 (°) alle 17, giovedì 10 (°) su zoom, (°) 15:30 aula 8, decalogo, (°), (°), (°), (°), rapporto i con pittura, courbet, testi gina pane e agnes martin, belli da avere, lei ha usato molto la poesia, foto con testo diffuso nella poesia, (°): partitura per agnes martin, ridurlo ulteriormente, documentare le mail tra (°) e (°) (lui inconsapevole), agnes martin presentata in una forma operativa, (°) sarebbe bello che si inventasse una sua notazione per la partitura (es, marinetti), “lo spartito come disegno”, tavola rotonda, john cage “notation”, vedere slides corso di pittura, comunicazione via mail: come testo introduttivo, luca miti, interprete di giuseppe chiari, intervista, spartito come scrittura e messa in scena della musica, composizione “operetta…”, miti incontrava un visitatore, stavano in silenzio, fino a che, (°) dialogo tra lei e ia?, definizione di uno schermo?, proiettare: lanciarsi al di là di qualcosa, un punto che bisogna trovare e costruire, ragionare su come costruire uno schermo, di cosa è fatto concetto di superficie come schermo (superficie dell’inganno), la pittura riesce quando ti fa creder che esiste una terza dimensione, terza dimensione: “voglio dire che…”, a partire dallo schermo reale della sua opera, indagare con lei il concetto di schermo, come convocare questi contenuti con y? la riflessione sullo schermo, prima io?, partire dalla definizione di schermo, conversazione tra me e lei, lavoro relazionale, oggetti particolari?, 10 oggetti su come creare il tuo schermo ideale?, testo introduttivo su tutta l’esperienza? (me e (°)), testo curatoriale, sintetico, ripercorrere laboratorio, punti interessanti, rapporto opera finita e interattività gruppo oulipo, raymond queneau, “esercizi di stile”, racconto di una stessa storia, cambiando l’enunciazione, “sogno di un testo (schermo)”, titolo contributo (°), io e (°) corrispondenza via mail lavoriamo sulla definizione di schermo, incontro con (°), includere il suo decalogo, belle le foto di (°), lavoro che ha intrigato diverse persone, lavoro che ha radici in materiali poveri (arte povera), concezione dell’opera come discorso portfolio di (°), lavori pittorici in cui il concetto di superficie è esplicito, maggiormente si inserisce nella pittura analitica, “supporto-superficie”, filiberto menna, riflessione su elementi materiali, tela, supporto, migrazione di superficie, assunzione di superficie ridotta: lavoro più concentrato, riflessivo, gli elementi hanno una dimensione ridotta, lavoro della lettera: è scaturito il discorso sulla velatura, altro termine pittorico, ogni lavoro contiene una piccola riflessione sulla pittura ecco perché stiamo guardando il portfolio es, “finestre”, anche con il “sasso di alluminio” stiamo parlando di pittura, rapporto ambiguo tra realtà e rappresentazione, pittura che finge la realtà, epoca più recente: presenza nel reale, integrata nella partecipazione alla realtà, anche il testo sta fingendo, questione del corpo: (1) oggetto (2) trasformato in immagine attraverso l’oggetto (3) ritorna ad essere corpo emettendo l’immagine sulla stoffa, terzo corpo, bel discorso, alluminio “piccolo minerale di stagnola” gesti di cura: 3 corpi di cui abbiamo detto prima, scrigno, geometria realizzata in carta, diventa soggetto del lavoro e non più supporto, non è più supporto o semplice luogo in cui accadono le cose ma è la cosa, sezione del libro in cui esso parla di sé stesso, concettualizzare l’idea di pagina, esempio minimo di superficie, finzione di superficie, pagina che dice al lettore che cosa fare, una pagina che si racconta in termini di superficie ma non troppa parola, esempi: libri di munari, fare disegno a matita sulle sue pagine, un lavoro che scivola da una pagina all’altra, facendo vedere la struttura della pagina, si ricollega alla moltiplicazione del corpo, siamo direttamente al secondo corpo, michael asher, si è fatto incollare due pagine del catalogo a cui stava lavorando, per noi strada non percorribile, parlare della pagina senza la questione della scultura, dare un destino alla pagina, delle istruzioni per l’uso, idea: da due pagine messe insieme come una sorta di percorso, come se il libro fosse la cornice, pensare anche ad un piccolo volantino estraibile, pagina stampata su carta trasparente per far vedere il risultato finale, questo perché possiamo immaginare quelle pagine che verranno tagliate per montare un disegno (°) (10 pp circa), decalogo, foto, progetto dell’installazione (eventualmente), terzo corpo: espressione che piace molto, scrivere primo corpo, secondo corpo (come pagina), terzo corpo, pagina che diventa cornice, sono già tre interventi sulla pagina, provare a pensare un quarto, (rappresentazione della linea che gira), incontro con (°) e (°), (°): idea dell’oggetto, portfolio, cinema elemento fondamentale, idea di poter fermare il film e delineare un momento, tantissimi dettagli, idea del commento in stile “i disastri della guerra” di goya, titoli che non fissano l’immagine ma le danno una tangente, “se guardo all’immagine penso al titolo e viceversa”, intervento che concepisca, numeri, frasi, che sono dei titoli?, livello dell’immagine e livello della scrittura riportati ad uno stesso livello, stabilire un itinerario all’interno del film concetto di deriva, generare un testo stile caccia al tesoro, incontro con (°), suo lavoro e idea di superficie, lavoro di (°) è un lavoro in collaborazione lavoro relazionale, molto interessante per il tema del workshop, come raccontare l’opera?, raccontare il tema della lingua come cose profonde, mettere anche il suo lavoro per esame (mostra con maschera e traduzione) (1) gli oggetti (2) il lavoro sulla lingua, “ordine e disordine nello studio”, io scrivere un testo su ordine e disordine in uno studio, lo studio è una ricerca di ordine continuo, idea, usare oggetti come indice?, no, lingua come superficie e profondità, (°): concetto e nozione di insonnia, ampliare quello che c’è nel suo decalogo (fare delle note approfondendo insonnia e chiudere gli occhi), parlare dei nostri contributi miei e di (°), spiegare libro come mostra, un testo che mette in chiaro gli intenti, i: interventi su dettagli di opere d’arte, giulio paolini e giovanni anselmo concetto di riflessione sull’arte povera, remy zaugg “constitution d’un tableau”, materialità di paolini parte dalla storia dell’arte, i: foto + piccolo testo, lei lo fa a rovescio a partire da dietro, incontro (°): nella prima di copertina, decalogo (°), (1) una pagina come raffigurazione di una vagina fatta con una penna, partire dalla candela, come metterla dentro?, (ketty la rocca), ketty la rocca artista femminista, poesia visiva, lucia marcucci, tomaso binga, “le mie parole e tu”, in un’altra serie di lavori (°) parte da una scritta vagina e fiamma: partire facendo: malinconia, isteria: deriva dal greco hysteron (vagina) luce irigaray: femminista francese “speculum”, “io non voglio generare qualcuno che mi odia”, femminista coreana, la vagina 5 pp: ogni vagina è una frase, le scritte/frasi essendo che stampate verranno più piccole, a fine libro, una pagina dove ci sono le frasi per intero (2) inserire i quadri (foto del suo corpo), decalogo (a) foto installazione a teatro (b) cinque disegni vagine + frasi (c) foto-collage falsa pubblicità (omaggio a ketty la rocca), libro “dea perduta”: bel titolo!
*
da Appunti curatoriali per il Workshop Superficies (D’Alesio)
Chiara D’Alesio
idee opere artisti per 4/7, (*) una marionetta, quali luoghi sono i migliori? proposta del camerino, quello che le serve sicuramente: audio, video, da registrare, vogliamo rifarlo su muro di mattoni o su sfondo bianco? marionetta fisica, nella galleria, largo ai ready made (i nostri oggetti), oggetti performati, ricordare a (*) di visionare con (*) il sottopalco per il deposito degli oggetti di scena, video di (*), mani che toccano e usano gli oggetti, far vedere come funzionano e cosa sono quando non sono estrapolati dai nostri studi (ricordati di portare l’argan e la macchina foto), fare video e caricarlo sul drive per il video di (*), video che può avere i rumori di fondo, idea dello spazio-studio degli artisti, non serve sia un video perfetto, idea di domestico, raccogliere tutti i video dei partecipanti che poi vengono montati, scrivere anche dei brevi testi, utilizzo, significato dell’oggetto, non troppo lunghi, solo qualche riga va bene, quindi 2 video e due testi da mettere sul drive superficies, idea video, deposito dove si vede tutto l’ambiente e l’utilizzo degli oggetti (?), (*) questo lo curo io, organo che trasforma e riporta il teatro ad essere una chiesa, liturgico processione ritualità eterotopia, l’intervento sonoro evoca la sacralità del luogo, un brano dai toni religiosi, composto con un sintetizzatore, è stato graficamente trascritto sulla mappa del teatro, rivelandone la somiglianza con una chiesa, senza alterare il luogo, cortile, suono inaspettato, impossibile da verificare visivamente, disturberà la percezione degli spettatori, insinuando il dubbio e modificando la percezione del tranquillo angolo del cortile, esperienza sensoriale che sovverte le aspettative e la percezione, l’arrivo del treno alla stazione di la ciotat dei fratelli lumière, immaginare un dialogo con i ready made in galleria? vogliamo che siano concordanti o due atmosfere opposte? cosa serve a (*) solo audio, compone lui, il respiro del teatro, (*) curato da me, video con performance madre e perla, simboli che richiamano alla femminilità, alla maternità e alla tradizione del suo paese di origine, sala cavallerizza tutta sua, video in muto che va sul muro di mattoni vicino al corridoio, la sala cavallerizza ha il supporto sulla trave per il proiettore, chiedere quale proiettore di brera si può usare qui (meglio se ha telecomando), marginalizzazione, rifugio e un luogo di riflessione, platea-glossario parole (*), registrazioni delle camminate di (*)? 26 allestimento no platea e palco 27 mattina il resto, prossima call con (*) dobbiamo ricordarci di fare il punto per la comunicazione, chiedere a (*) se è free il 4 luglio, miei artisti: (*) e (*) (sia opera organo che domani sentire idee inst fuori nel cortile), incontro con (*) in brera, chiedere casse audio, parlare con il tecnico del teatro, capire da dove esce il suono sul soppalco, video? spartito stampato sulla mappa del teatro, finestra cortile, suoni e/o rumori che in quel luogo sono inusuali, installazione nel bagno? cosa ci vogliamo inserire? cosa stona in un bagno? servirebbe un bagno rotto o che sta chiuso, dubito possiamo chiudere un bagno appositamente per questo, chiedere a (*) cosa ne pensa dopodomani (*), femminismo autoritratti ambiente magico e rituale, candele vagine, le fa lei a casa (capire come metterle sul parquet), chiedere se può poetare qualche gg prima, il suo costume enorme della conchiglia, dare occhiata venerdì all’impianto video e audio col tecnico, devo farmi spiegare come funziona quella consolle in cavallerizza, call con (*) per i materiali e recap alle 22,30, sala soppalco, suo impianto, capire cosa ci lasciano fare con i bagni, casse per il cortile da chiedere se dobbiamo portarle da brera o le dà il teatro, microfoni per eventuale lavoro audio live di (*) proiettori (4 per ora), luci per (*) che dobbiamo vedere domani come posizionare, alle candele ci pensa lei, 8 ore circa 30 candele? troppe??? chiedere se si possono appendere al muro gli autoritratti (chiedere a (*) se ha un martello), video va in muto, rivedere credits finali, forse troppo lunghi, quadretti autoritratti, dire a (*) di incorniciarli, comunicato stampa, mappa teatro foglio introduttivo, bio che manca su drive (*), (*), (*) da correggere, siamo animali da palcoscenico, espressione dispregiativa, ma allude a delle capacità meravigliose dare forma e significato alle immagini che il corpo dà, aula 8: vedere mostra alunni di (*), martedì, vediamo proiettori per litta, (*), pontiggia ? bambina con animazione che recita un testo che non sia troppo lungo, né troppo corto, che cosa legge?, sala pontiggia è quella dei corsi di teatro, (*) gruppo (*) lavoro sul cinema, fermare i frame nella pittura, elaborazioni grafiche, (*) architetture, silenziosa e meditativa, spettatore si mette in gioco perché cerca i quadri dove non sono allestiti di solito, fare giro teatro per capire quali anfratti sono i migliori, avvisare (*) cortocircuito tra spazio e opera, allestimento dell’opera, incontro con (*) riflessione autogena sul proprio lavoro, verbo potere, verbi modali, azione, io posso, io parlare di, io posso dipingere, io posso …, raccontarsi, azione performativa, potere e negazione di esso ma detto da lei riflessione su cosa può essere rappresentata nei suoi lavori, esperienza, (*) costruzioni di immagini a partire da frammenti, silenzio, insonnia, riprendere il decalogo?, si vuole nascondere o manifestare? (*) testo tra pittura e curatela, courbet curatore di sé stesso, libro 190 pagine, lavoro con grafico nei primi di agosto, capire interventi per tutt, (*): letture gina pane, riprendere lavoro sulle registrazioni?, (*) invitare a mettere in musica il testo sullo studio, riferimenti visuali spartiti molto grafici (sequenze di berio ecc), incastonare parole nello spartito, documentare la corrispondenza, inconsapevole, naturale, spartito sullo studio, testo di martin, disegnare lo spartito? poesia musicata, cantata sul testo di martin, (*), come si costruisce uno schermo? superficie = schermo, pittura = superficie dell’imbroglio, lavoro di corrispondenza, gioco di significati celati dalle traduzioni, (*) archivio riferimenti dei film da cui prende i riferimenti per i suoi quadri, (*) lavoro sul decalogo, manifesto, testo introduttivo sull’esperienza (noi) esperienza, tematizzare ,,, intro (*) parte teorica, testo-platea, calendario incontri per libro, domani: (*), (*) giovedì: (*), (*), (*) aula 35 domani alle 10:00, (*) alle 14 (*) alle 15:30 (*) alle 17 giovedì 10 (*) su zoom (*) 15:30 aula 8, (*), cantata su agnes martin, la cosa più importante è avere uno studio, mandare a (*) file, scegliere le parole adatte sottolineate nella prima mail a (*), fare un lavoro di significati, parole e musica, corale?, cantata? “lo spartito come disegno” tavola rotonda, john cage “notation”, comunicazione via mail: come testo introduttivo? (*) dialogo tra lei e intelligenza artificiale? come si definisce uno schermo? proiettare: lanciarsi al di là di qualcosa, un punto che bisogna trovare e costruire ragionare su come costruire uno schermo, di cosa è fatto, concetto di superficie come schermo, (superficie dell’inganno), partire dalla definizione di schermo, (*) lavoro sulla superficie, oggetto che abita/interpreta lo spazio, discorso sulla pittura, ritaglio delle pagine che dà forma ad una cornice intorno al libro, superficie, decalogo, foto install, progetto install, portfolio di (*), “supporto-superficie”, riflessione su elementi materiali, tela, supporto, migrazione di superficie, gli elementi hanno una dimensione ridotta, lavoro della lettera: velatura, mare onde increspature, corpo: (uno) oggetto (due) immagine tramite l’oggetto (tre) ritorna ad essere corpo emettendo l’immagine sulla stoffa, l’idea di pagina minima superficie finzione di una superficie pagina che dice al lettore che cosa fare una pagina che si racconta ma non troppa parola ritaglio/ collage che si viene a creare con le pagine ed i materiali che elabora, si può pensare anche ad un piccolo volantino estraibile, su carta trasparente per far vedere il risultato finale, immaginare quelle pagine tagliate per montare il disegno completo, (*) + (*) testo specchio, ricerca, fermo immagine, cristallizzare nella grafite, testo con riferimenti ai minutaggi dei film, delitto perfetto, dialoghi, prestare attenzione alle cose, a come si osservano le immagini […]

Un testo di Andrea Inglese, da "Prati"
Andrea Inglese
PRATO 201 (Coppia di viandanti, ciuffo secco di steli, gagliardetti)
da Prati
(Tic Edizioni, coll. UltraChapBook, 2025)
— Non vado da nessuna parte in questo budello psichico. — Ti sbagli: è solo velatura grigiastra sul mondo, effetto di comune melanconia. — Ci hanno addestrato per le cose, per l’inorganico, e la caccia, eventualmente, non per l’introspezione. — Siamo la testa e la croce di un identico essere: dagli occhi le figure entrano, dalla bocca le parole escono. — Al romanticismo dei rognoni, preferisco il realismo del pugno di ferro. — Non è con le dispute ideologiche che si riempie il panino, e ricorda la Ricerca. — Appunto! Da quale treno siamo scesi, se erano tutti fermi? — Devono fermarsi affinché tu scenda, il peggio viene dopo: loro partono di corsa e tu cammini adagio. — Chiediamo a quella famiglia sciagurata sul ciglio del torrente. — Non perdiamoci in conversari. La distanza non la ridurremo attraverso creanza o elemosine. — Guardiamo almeno dove mettiamo i piedi: il corpo ha le sue ragioni, ma non sono identiche alle mie. — I miei seni sarebbero magnifiche ragioni di fermarci a studiarli. Alla tua età non se ne sa ancora niente. — Un badile secco, è quello che mi basta. — Un capezzolo ti basterebbe per l’eternità, se non fosse il tuo. — Una macchina per stracciare le toghe e i mantelli, vale di più di una morbidezza di labbra. — Non dimentichiamo la Ricerca, abbiamo questo ricordo da portare avanti. — Ci hanno lungamente preparato, come fosse una missione sovrannaturale, ma l’esemplare che ho in mano sta seccandosi. — Stringi bene la paglietta tra le dita. — Non è quasi più verde. — Stringila e pensa a quando era fresca, inverdita, acerba, spinosa, brulicante, densa di venuzze, fogliuzze, verzure, rugiadine, api da fiore. — L’esemplare è paglioso ormai, va a ritroso nel giallo limone, nel coro spettrale delle pannocchie, dei girasoli folli, fra poco mi prende fuoco anche la mano. — Prato hanno detto, e prato sarà: per questo siamo nati, nel suo crepuscolo moriremo. — Basterebbe un orlo metonimico: un rastrello, la viscera di un topino sfondato da una lince. — Intanto piove, e sorgono ancora sogni. — Qui sei tu nella bolla filtrante; io mi sento pelle e ossa, vedo gli spigoli d’acciaio delle cose. I crateri lunari mi raschiano il respiro. — Un giorno di realismo, per sei giorni di romanticismo. Ma il prato non sarà né testa né croce, né lattuga né olmo, né foresta né pietraia, né toro divino né demoniaca cornacchia: il prato resta fuori, intermediario, mezzano, regno di transito. — Ora che l’ho trovato, possono venirmi a prendere. — Sediamoci un minuto almeno. — Ora che lo vedo, anche lo disconosco. — Butta via l’esemplare, scegli l’originale. — Ora che lo tengo, mi rendo conto che non ce n’è abbastanza. — Scaldati di fronte al prodigio: il prato resta nella sua forma, il concetto non ne esce manco di un pelo. — Ora che sono al limite, ho nostalgia di questa terra parassitata, di queste pelurie vegetali, di queste organizzazioni di steli e lembi morbidi. È il disuso che mi esaspera! — Ti daranno una diaria, e un piccolo gagliardetto del Ricercatore. Tutto è andato così veloce. Posso singhiozzare di felicità adesso. — Semplicemente siamo testimoni obbligati. Siamo venuti qui per dire: prato, bello, arioso, verdino, liberty. E di tutte le credenze avute, non mi resterà che un ciuffo d’erba da associare all’esemplare di paglia, e un gagliardetto da agitare durante le parate.















