The Forty Years Later Project
(Il progetto quarant’anni dopo)
Si può dire che esista un archivio, noto anche come Primo Famoso e Improbabile Archivio di Antonio Syxty. Una definizione di fantasia, certo, ma l’archivio è reale: interamente cartaceo, raccoglie materiali che vanno dal 1976 a oggi.
Vi si trovano carte e scritture di ogni genere: note, poesie, monologhi, manifesti artistici, proclami estetici, brevi romanzi, scene teatrali, dialoghi immaginari o realistici, disegni e scarabocchi, fotografie, sceneggiature rivoluzionarie, appunti progettuali, lavori realizzati e progetti rimasti incompiuti, documenti falsificati, cronache e paradigmi, carteggi epistolari manipolati ed eterogenei.
Negli ultimi anni parte di questo materiale è confluito in diverse pubblicazioni, oggi disponibili presso i siti degli editori che le hanno accolte.

Syxty sorriso & altre storie
1978-1982
(Limited edition, year 2017)
Conceived and curated by Flora Pitrolo
Art direction and design by Giandomenico Carpentieri
Photo editing Achille Filipponi
Texts by Flora Pitrolo, Joe Kelleher, Alessandro Mendini
Produced by: Fondazione Palazzo Litta per le Arti Onlus
Yard Press, 2017
Disponibile per l’acquisto presso il Teatro Litta Corso Magenta 24 a Milano

Il pacco
Zacinto Edizioni
Anno: 2021
Pagine: 36
ISBN: 978-88-31323-10-9
Una piazza di una città, in prossimità di un lago. Un pacco. Una macchia di inchiostro blu. Una donna anziana vestita di nero, seduta su una sedia giallo canarino. Un giovane uomo con un cappello in testa e un ombrello aperto. Un telefono rosso. Questi gli ingredienti del “pacco”, in un’esplosione, un’accozzaglia di colori sgargianti e di oggetti e figure che poco sembrano condividere uno con l’altro: come mescolarli senza impazzire?

Antonio Syxty fan club
Antonio Syxty
Fan Club
Roma
Tic Edizioni
2023
60 p.
18 cm
(ChapBooks, 18)
ISBN 9788898960736
Più che un libro, Antonio Sixty Fan Club è un'operazione di arte concettuale: un oggetto da collezione, portato con sublime sprezzatura in una collana di libri.
Consiste infatti nella presentazione di un mannello di materiali degli anni Ottanta, quando l'autore istituì un fan club sulla rivista Lanciostory, ricevendo un gran numero di lettere da giovani lettrici, qui pubblicate senza interventi salvo la cancellazione delle circostanze biografiche.
Ecco dunque che l'autore ha saputo trasformare un episodio goliardico della sua gioventù in qualcosa di più di un esperimento situazionista: ha piuttosto convertito un materiale documentario di una certa rilevanza sociologica in un'installazione artistica degna di alcune delle esperienze più rilevanti dell'attualità poetica: i documenti poetici di Franck Leibovici, o i lavori di Kenneth Goldsmith, dove la lenizione dei confini tra letterario e non letterario non destituisce l'esperienza di lettura di piacere; anzi, si esce dal confronto con tutte le minime infrazioni alle leggi della testualità che caratterizzano queste lettere, divertiti e commossi dall'empatia che un volume come questo può suscitare.

We exist in order to be happy
Colorno : Tielleci, 2024. – 1 foglio
formato aperto 48×33 cm.
formato chiuso 19,5 cm.
(Benway Series – Foglio 14)
978-88-98222-55-1
Materiali: dal 1973 al 2015
Composizione: 2023-2024
Riferimenti: disegni originali riprodotti attraverso scansioni digitali e assemblati seguendo una mappa per una riflessione sul corpo e sulle sue funzionalità, in prospettiva di una sua collocazione temporanea per il necessario tempo di consunzione; aggiunta di scansioni di immagini di corpi animali e corpi di manufatti e utensili per le relazioni e attività del corpo; ricettario scritto in parte e non finito, di proposito.

Cut > Outs
(Limited edition, 2024)
storia che si auto-genera senza inizio né fine / A self-generating story with no beginning or end
Produzione: Deposito Solventi in collaborazione con le edizioni Cambiaunavirgola.
Grafica: Claudia Damiani e P. Polidori. Stampa e allestimento: La Legatoria, Roma.
Disponibile per l’acquisto presso il Teatro Litta Corso Magenta 24 a Milano
8 immagini in bianco e nero stampate in digitale su 14 fogli 31,4 per 46,4 cm di carta Fedrigoni Arena rough ivory 120 gr, al recto e al verso, piegati e raccolti in una cartella bianca, stessa carta 300 gr, con scritta a rilievo. I primi 50 esemplari stampati contengono un multiplo collage su carta con timbro.
CUT > OUTS si compone di un nucleo di ritagli fotografici eseguiti sulle pagine di diciotto quaderni di Antonio Syxty, dove nel corso degli anni si trovano raccolte fotografie e testi di varia natura, tra l’annotazione, lo schizzo progettuale, la documentazione di lavori eseguiti, e la collezione di reperti verbo-visivi di affezione.
Quel che vediamo è in altri termini il risultato di molteplici zumate su un materiale che costituisce una riserva di opere possibili, e di significati tanto promessi quanto revocabili. Le ventotto immagini, frammenti di altre immagini, rivendicano l’incompletezza come condizione del comporre, nonché radicale esposizione all’eventualità di accadere, farsi una ragione di sé e insieme contraddirsi.

nz
ikonaLíber
Isbn: 9788897778820
Pp. 96, f.to cm. 12×21. Con 91 immagini in b/n nel testo.
Stampato su carte ecologiche certificate.
Acquistabile online anche su LIBRERIA UNIVERSITARIA, UNILIBRO, IBS, FELTRINELLI, LIBRACCIO.
Ordinabile in tutte le piú di 1.600 librerie aderenti al circuito Arianna (clic per trovare la piú vicina) e nelle 183 librerie aderenti a Satellite Libri.
Per informazioni o prenotazioni da questo sito: scrivere utilizzando la pagina dei contatti.
NZ, o Nuova Zelanda, lavora sull’immaginazione del lettore come una mappa che invece di orientarlo debba felicemente e sensatamente indurlo a perdersi nei frammenti. Del resto già l’incipit del libro dichiara che siamo di fronte a «una collezione (anche catalogo) di frammenti di scrittura (con immagini, illustrazioni, disegni)», dei quali ha fatto nel tempo raccolta “Antonio Syxty”. Le virgolette qui usate sottolineano la natura di azione/esperimento artistico della stessa identità in gioco: parte di una ongoing performance avviata molti anni fa, che prevede che l’autore e artista si presenti cosí pur non essendo quello il suo vero nome.
Ma perché poi “Nuova Zelanda”? Perché rappresenta, rispetto all’Italia, un luogo perfettamente agli antipodi; e, letterariamente, un antidoto forte al mainstream.it contemporaneo.
In effetti il libro attiva o meglio registra una effettiva dislocazione o rilocazione identitaria, in cui chi scrive è in buona sostanza e primariamente un organismo di accumulo, o – come scrive A.S. in un appunto personale – in fondo «l’idea è che una biografia / autoritratto / opera possa creare continue derive di senso e accadimenti. […] Io penso che noi siamo un processo di accumulo», che si esplica in una euforica e delirante dérive e flânerie in grado di intercettare e disporre sulla pagina materiali i piú diversi: mappe, disegni, musiche, fotografie, storie altrui, estratti di notizie. In questo modo, in fondo, non è nemmeno Antonio Syxty (identità artistica) a scrivere: è semmai proprio e principalmente il materiale raccolto, che si precipita in pagina grazie alle virtú di calamita alchemica (altra espressione di A.S.) dell’autore – con o senza virgolette.
Marco Giovenale

The Forty Years Later Project
Formato: 18×28 cm
Pagine: 304 + 52
a cura di Daniele Poletti
saggio critica: Marcello Sessa
[dia•foria, giugno 2025
collana: floema – esplorazioni della parola
Trovarsi – davvero? – di fronte a un massiccio segmento del «Primo Famoso e Improbabile Archivio di Antonio Syxty» è un’eventualità molto simile a quella in cui si è sorpreso – per finta? – il narratore del capolavoro che Jean Potocki ha redatto, con spasmodica incostanza, in ben tre versioni (1794, 1804, 1810); è come incappare in un manoscritto “trouvé” a Saragozza. Lo spiega bene il personaggio che innesca la macchina romanzesca del conte franco-polacco; straniato in terra straniera, è curiosissimo di entrare in «une petite maisonnette assez bien bâtie, que je crus d’abord n’avoir encore été visitée par aucun Français»: «Seulement j’aperçus par terre,
dans un coin, plusieurs cahiers de papier écrits». L’Archivio syxtyano, in prima battuta, richiede l’esame più prudente possibile, e appare una potockiana “moltitudine di
quaderni di carta scritta”; la perizia letterale preventiva garantisce referti successivi maggiormente articolati: pare ovvio, ma sulla carta si possono scrivere moltissime
cose e in moltissimi modi. (…) Dal saggio di Marcello Sessa: Un calamaio di fotografie. Afasie ricettive a fronte di un regesto transtestuale siglato A.S.

